La Nazionale del ct. Antonio Conte si prepara ad affrontare la doppia sfida amichevole contro Belgio e Romania.
Gli azzurri saranno infatti impegnati venerdì 13 Novembre contro il Belgio, primo nel ranking, a Bruxelles e martedì 17 Novembre a Bologna contro la Romania.
Torna a far parte della lista dei convocati Stefano Okaka mentre non indosseranno la maglia azzurra Insigne e Berardi.
L’AZZURRO COME SECONDA PELLE – Il ritiro comincia subito con un avviso a tutti i giocatori, convocati e non: “Chi non capisce il valore della maglia azzurra è inadatto o inopportuno. Io so che cosa significa indossarla e non capire questo valore è ingiustificato. Alla mia prima conferenza da c.t. ho detto che avrei voluto che questa squadra desse emozioni alla gente, e vivere la maglia come seconda pelle. Al centro abbiamo messo il gioco e non il singolo elemento. Per fare qualcosa di importante è giusto così. La seconda cosa a cui tengo è la moralità. Quindi agli atteggiamenti in campo e fuori dal campo. Avevo detto che avrei guardato con attenzione la voglia di indossare questa maglia di chi viene qui. Concetti triti e ritriti, ma è giusto ribadirlo. C’è chi l’ha capito subito, chi più tardi e chi sta cercando di capirlo. Non ascolterò venti del nord, del sud e del centro. Non basteranno due o tre gol per stare in questo gruppo. Occorrono valori straordinari per fare cose straordinarie. Perciò ho bisogno di uomini straordinari, e non sono tanti.”
Che questa sia una polemica nei confronti di Insigne e Berardi, non convocati da Conte? Il ct. garantisce che non è per questo motivo che non sono stati inseriti nella sua lista: “Insigne e Berardi sono rimasti a casa per scelte tecniche. Insigne? Sbagliato fare un riferimento specifico, prima si parlava di Balotelli, ora abbiamo cambiato soggetto. Non è un discorso personale. Io mi baso su cose dette a inizio percorso e cerchiamo di rafforzarle mese per mese. Vediamo le cose positive: De Silvestri si è rotto il ginocchio per noi e alla prima occasione l’ho convocato, quando è successo la Samp era più dispiaciuta di noi. Verratti ha giocato con l’Azerbaigian a rischio di farsi male al polpaccio e magari altri mi avrebbero detto: ‘Non gioco perché se no non gioco col club’. Stiamo cercando di portare avanti un percorso, se i club lo vogliono capire o meno. Noi rispettiamo tutti, ma vogliamo essere rispettati. Abbiamo finito il girone da primi e imbattuti. Per entrare in questo gruppo bisogna fare cose straordinarie, non posso non tenere conto di quello che abbiamo fatto. Okaka sta facendo bene, Cerci sta giocando con continuità e può darci soluzioni.“
E POI ARRIVA PIRLO – Giovinco non è stato convocato perchè negli ultimi giorni ha avuto un problema fisico, ma Pirlo?
Per Pirlo è necessario fare un altro tipo di valutazione: “Di lui ho una stima immensa sotto tutti i punti di vista, ma devo essere freddo nelle analisi. Andrea andrà per i 37 anni e quindi vediamo, a marzo ci sarà la ripresa negli Usa, però devo iniziare a guardarmi intorno e prendere in considerazione l’ipotesi che Pirlo possa non essere più in Nazionale. Bisognerà vedere le situazioni: è un discorso prematuro che però devo fare per onestà nei confronti di tutti quanti. Sarei il primo a essere felice se Andrea avrà le carte in regola, ma non posso farmi trovare impreparato ed essere uno sprovveduto”.
E se, come più volte accennato, Andrea Pirlo tornasse in Italia con il mercato di gennaio? “Se Andrea tornasse in Italia sarei molto contento. Avremmo al possibilità di vederlo sempre e allenarsi in una determinata maniera e farebbe ancora la differenza. Il mio timore è che la lontananza possa fargli perdere tutto questo. Una paura legittima che avrebbe chiunque al mio posto. Non c’entrano i progressi di Verratti, dipende tutto da Andrea. Crescita o non crescita di Verratti, da noi trova sempre posto. Verratti non è Pirlo, è meno regista e più centrocampista. Non siamo nelle condizioni di appoggiarci ai singoli elementi. Se pensiamo di andare a vincere l’Europeo con i singoli, allora torniamocene a casa.“
UN OCCHIO ALL’UNDER 21 – Il commissario tecnico ha dimostrato di guardare anche alla Nazionale Under 21 con l’idea di “rubare” qualche gioiellino a Luigi Di Biagio: “Se Bernardeschi continuasse così, unendo qualità e quantità, lo terremo d’occhio di sicuro. Da qui a giungo ci sono spazi aperti, ma devono essere occupati in maniera seria e a 360°, cioè guardando anche gli aspetti comportamentali, la passione, l’entusiasmo e l’orgoglio di indossare questa maglia“.









