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TENNIS – Focus Andy Murray: diventerà mai il numero uno?

TENNIS – Focus Andy Murray: diventerà mai il numero uno?

Il 2015 tennistico ha visto il ritorno ad alti livelli di Andy Murray, giocatore che ha fin qui raccolto molto meno di quanto poteva permettere il suo notevole bagaglio tecnico. Dopo la vittoria di Wimbledon 2013 lo scozzese ha vissuto un anno di transizione dove i suoi problemi alla schiena e i screzi avuti con il suo staff lo hanno portato lontano dai primi posti del ranking Atp, ma quest’anno grazie alla collaborazione con la ex numero uno Wta Amelie Mauresmo è ritornato a giocare una finale Slam e a vincere due Masters 1000, guadagnandosi la seconda posizione Atp, ma per lui non basta.

L’ULTIMO DEI FAB FOUR- Murray è riconosciuto come uno dei componenti del Fab Four, ossia i favolosi quattro tennisti che negli ultimi sette anni si sono spartiti i tornei più importanti. Ma l’atleta di Glasgow entra solo in parte in questo gruppo, perchè tra i quattro è quello che ha vinto meno, sopratutto in termini Slam; infatti se la classifica è guidata dall’eterno Federer con 17 successi Major all’attivo, Rafa Nadal è a quota 14 e Novak Djokovic ha appena messo in bacheca il nono, mentre Andy è ancora fermo a soli 2 Slam (Us Open 2012 e Wimbledon 2013) ed è stato raggiunto da Stan Wawrinka, tennista si molto forte ma sicuramente lontano dal poter insidiare le prime posizione del ranking. Anche nella classifica di tornei vinti Murray risulta l’ultimo dei Fab Four con 35 trofei all’attivo e i suoi avversari sembrano, a questo punto della sua carriera, inarrivabili: Federer primeggia ancora con 86 successi, Nadal secondo con 67 e Djokovic in scia grazie alle 54 affermazioni.

NOLE BESTIA NERA – Dalle statistiche appena dette è evidente che Andy Murray fa parte dei Fab Four solo per un idea giornalistica, ma in realtà è un scalino sotto ai vari Federer, Nadal e Djokovic, ma quindi cosa manca a questo grande campione per compiere l’ultima evoluzione e diventare il futuro numero uno del tennis? Sicuramente la solidità mentale non è mai stata un perno del suo repertorio, lo provano le sei sconfitte nelle finali Slam, ma sopratutto i confronti di quest’anno con Novak Djokovic, da cui è uscito sconfitto a Melbourne e a Miami con un 6-0 nell’ultimo set giocato, cedendo di nervi e di testa dopo grandissime battaglia. Ma sono stati proprio questi due match a far capire a Murray che l’obbiettivo non è lontano e che lo si deve conquistare a step: così è arrivata la vittoria a Montreal vincendo in finale proprio contro il serbo mettendo in mostra una fame e una psicologia mai vista nel gioco dello scozzese, che non ha mollato per un minuto delle tre ore giocate e ha demolito la resistenza avversaria credendo nel proprio gioco e giocando d’attacco.

IL ROSSO PER DIVENTARE NUMERO UNO – Il Murray versione “Mauresmo” è un giocatore molto diverso da quello che è riuscito ad imporsi nello Slam londinese un paio di anni fa, infatti se prima era allergico alla terra battuta, ora possiamo finalmente considerarlo un possibile vincitore dei futuri tornei in terra, e perchè no, anche del prossimo Roland Garros. La svolta sul lento è avvenuta lo scorso Maggio nell’Atp 250 di Monaco, dove Murray ha sconfitto dopo una lunga lotta il padrone di casa e ottimo terraiolo Philippe Kohlschreiber alzando di fatto il primo trofeo vinto sul rosso nella sua carriera. Sulla scia dell’entusiasmo il campione olimpico si è imposto pure nel Masters 1000 di Madrid demolendo il più forte terraiolo della storia, Rafa Nadal con il risultato di 6-3, 6-2, e poco importa se lo spagnolo era il lontano parente del fenomeno che fu, ma convince Murray a dichiarare che finalmente ha imparato a giocare su questa superficie. Al Roland Garros, in semifinale, porta al quinto set il solito Djokovic ma non riesce a vincerlo dopo una lunga lotta che sarà fatale nella finale del suo avversario, che cederà di energia a Wawrinka. I suoi progressi sulla terra saranno molto importanti in ottica ranking, perchè se prima la stagione sulla terra era magra in termini di punti per lui, ora ha veramente tutte le carte in regola per puntare a vincere qualsiasi torneo, e solo così potrà sperare di strappare il primato della classifica al giocatore più versatile del circuito, Novak Djokovic.

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Davide Luna

Vicentino classe 1991, sono diplomato come perito elettronico, ma da sempre appassionato di sport: calcio e tennis le mie passioni