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DOPING – Giro illecito di anabolizzanti, fermati Riccardo Riccò e Giovanni Bia

DOPING – Giro illecito di anabolizzanti, fermati Riccardo Riccò e Giovanni Bia

Pian piano emergono nuovi retroscena ed altri dettagli sull’operazione condotta dai Nas che questa mattina ha portato ad oltre 30 perquisizioni e  cinque arresti. In un primo momento si era parlato del coinvolgimento di un solo ex ciclista professionista nel giro illecito di anabolizzanti rubati dall’ospedale di Livorno.

La situazione invece pare essere più grave del previsto: l’infermiera e l’operatore sociosanitario sono già stati arrestati, per avere rubato le sostanze ed averle successivamente rivendute a ciclisti professionisti e non.

Ma i nomi degli sportivi coinvolti nell’indagine sono svariati e raggiunti da restrizioni in via cautelare: avrà l’obbligo di firma presso la Procura Generale, Riccardo Riccò. Stessa misura che verrà addottata per gli ex ciclista Matteo Cappè e Luca Benedetti. Tutti gli atleti non sono nomi nuovi alle indagini sul doping: Riccò, squalificato fino al 2024, e Cappè erano già stati denunciati dai Nas durante il primo filone della medesima indagine che scoprì ‘il Cobra’ a comprare illecitamente epoetina alfa e testosterone. Luca Benedetti, risultato positivo ai test Epo lo scorso dicembre, era stato squalificato a vita.

Coinvolto nell’indagine, anche per lui obbligo di firma, l’ex calciatore Giovanni Bia, grande appassionato di ciclismo: il difensore ha militato per molte stagioni in Serie A, vestendo le maglie di Inter, Udinese, Napoli, Parma e Bologna tra le altre. Attualmente è il procuratore di alcuni giocatori.

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Alberto Ponte

Studio giurisprudenza a Genova e mi piace collezionare...passioni. Amo viaggiare, mangiare e leggere. Inoltre sono un tifoso dello sport, dei suoi annedoti e delle sue storie. "Lo sport è cultura, speriamo continui ad esserlo" [Livio Berruti]