Ancora una volta Novak Djokovic è costretto a rimandare l’appuntamento con il suo primo titolo al Roland Garros. Questa volta ad intralciarlo non c’è stato il solito Nadal, ma uno straordinario Stan Wawrinka, capace di conquistare il suo secondo slam in carriera in altrettante finali dopo l’acuto agli Australian Open dello scorso anno. 4-6 6-4 6-3 6-4 il punteggio finale in favore dell’elvetico al termine di un match praticamente perfetto, in cui forse però Nole ha avuto il demerito di aver giocato in modo un po’troppo attendista e con i piedi distanti dalla riga di fondo campo.
Che il numero uno al mondo non fosse in grande giornata lo si è capito fin dai primi scambi del primo set, in cui il balcanico si è limitato a buttare la palla dall’altra parte della rete. Strategia che però inizialmente ha funzionato: infatti Wawrinka gioca un pessimo settimo game con due rovesci scentrati e un doppio fallo sul quindici finale. Da segnalare un giallo nel decimo game, in cui Djokovic va al servizio per chiudere il primo set e sul 15-0 in suo favore un dritto di Stanislas viene chiamato out, ma secondo l’occhio di falco(mostrato solo in tv) il colpo era buono. Va ricordato però che la tecnologia ha un margine di errore di circa tre millimetri. La strategia adottata dal campione serbo risulta insufficiente nel secondo set: infatti i colpi dell’elvetico si fanno sempre più pesanti e prolifici e Novak è costretto sempre ad annullare palle break nei propri turni di servizio, ad eccezione del game di apertura. Il djoker si salva nelle prime circostante, ma sul 4-5 e 30-40 spedisce un rovescio nei pressi dei teloni al termine di un lungo scambio. Il numero uno al mondo tenta di cambiare interpretazione del match nel terzo set, ma l’impressione è che ormai sia tardi e che Stan sia diventato praticamente ingiocabile. Così è: infatti sul 3-2 lo svizzero gioca un game impressionante con due vincenti che lasciano di stucco Nole. Sul 5-3 poi offre una palla del controbreak al suo avversario, ma la annulla puntualmente e chiude per 6-3. La quarta frazione è senza alcun dubbio la migliore di tutto il torneo. Dj0kovic con una reazione da grande campione si porta subito sul 3-0, ma Wawrinka non molla di un centimetro e lo riprende sul 3-3. Nel nono gioco Nole paga un paio di scelte azzardate(in particolare un azzardato serve and volley sulla seconda di servizio) e l’elvetico con un rovescio lungolinea micidiale conquista il break decisivo. Colpo che ripeterà nel game successivo sol secondo match point.
Questa vittoria per Wawrinka è probabilmente ancora più straordinaria rispetto a quella ottenuta a Melbourne nel 2014: infatti è noto come nello sport riconfermarsi sia ancora più difficile rispetto a vincere per la prima volta. Inoltre in quella finale aveva trovato dall’altra parte della rete un Nadal visibilmente acciaccato, mentre in questo caso Djokovic era al top della forma. Questo successo permette inoltre allo svizzero di salire al quarto posto nel ranking. Questa battuta d’arresto ha per Novak due ripercussioni importanti: la rinuncia momentanea all’unico slam mancante e soprattutto al Grande Slam. Dopo il successo di quattro mesi fa agli Austrlian Open a Nole sarebbero mancati “solamente” Wimbledon e gli US Open. L’impressione è che il primo aspetto sia facilmente rimediabile dal campione balcanico, mentre il secondo sarà un po’ più complicato. Per Djokovic è appena il terzo k.o. dell’anno, a testimonianza di uno stato di forma comunque più che invidiabile.









