Rafael Nadal, il solo nome rievoca nella testa di ogni persona che si interessa di tennis la superficie nel quale lo spagnolo ha riscritto la storia: la terra battuta, conquistando li 46 titoli, tra i quali 9 Roland Garros, 8 Tornei Godò 500 series di Barcellona, 2 Madrid Open, 7 Internazionali d’Italia e 8 tornei di Montecarlo. Rafa detiene il record di vittorie in percentuale sul rosso, 93%, e detiene anche il record di striscia di successi più lunga sulla terra, grazie alle 81 vittorie tra il 2005 e il 2007. Purtroppo per i suoi fans, Nadal sta attraversando un duro periodo di insuccessi, e non riesce ad esprimersi ai suoi livelli nemmeno sulla sua superficie preferita, e la sconfitta subita ieri da Fognini getta ombre e dubbi sul futuro del campione di Manacor.
I problemi per lo spagnolo iniziarono lo scorso luglio, quando dichiarò di non partecipare alla tourneè americana che comprende i Masters di Toronto e Cincinnati e lo Slam di New York, a causa di un infortunio al polso destro procuratosi durante un allenamento. Ritorna a giocare in Cina dove cerca di ritrovare forma e gioco nei tornei di Pechino e Shanghai, ma al ritorno in Europa accusa problemi di appendicite ed è obbligato a sottoporsi a un’operazione. Al suo debutto nel 2015 Rafa impiega mesi per ritrovare la giusta forma fisica e subisce pesanti sconfitte contro Berrer (Doha), Berdych (Australian Open) e Fognini (Rio); sembra ritrovarsi nel 250 series di Buenos Aires dove vince il titolo e fornisce ottime prestazione seppur contro avversari di basso livello, ma il cemento dei Masters di Indian Wells e Miami danno alla luce la cruda realta: le sconfitte contro Raonic e Verdasco riportano Nadal tra i suoi dubbi e a Montecarlo il confronto con il numero uno del mondo Djokovic giunge davvero nel momento sbagliato, il serbo concede solo sei games e conferma di essere il leader indiscusso del circuito.
Ma perchè Rafael Nadal non riesce più a vincere? Il motivo certo sembra non saperlo neanche lui, ai microfoni dei media catalani critica pesantemente il suo gioco, definendolo volgare. Forse è troppo pesante come definizione, ma rende bene l’idea della sua condizione attuale: Rafa colpisce piano, troppo spesso il suo dritto rimbalza a metà campo diventando una palla da attaccare per qualunque avversario, e si ritrova a giocare quasi ogni punto in difesa, sperando che il suo innato talento lo aiuti con un passante o un lob. Per lui è un problema di testa e non di fisico, sembra che le sconfitte di inizio anno abbiano creato un mostro dentro di lui che gli nega la possibilità di giocare tranquillo e sicuro delle sue qualità, ma non si può trascurare il fatto che il suo fisico ha dovuto sopportare una quindicina di infortuni nella sua carriera, e a 29 anni, dopo 10 anni di intensa attività sportiva, il recupero di un infortunio può non essere così immediato come qualche anno prima.
La sua storia ci insegna che Rafa sa tornare da ogni male e da ogni crisi, ma a un mese dal Roland Garros ci chiediamo tutti se farà in tempo a rimettere le cose apposte, o arriverà presto il momento che il Re della Terra dovrà abdicare?









