Trenta vittorie e due sconfitte, quattro titoli conquistati, 5385 punti nella Race to London, più di cinque milioni guadagnati, primo giocatore nella storia del tennis in grado di vincere i primi tre Masters 1000 dell’anno. Il dominio che Novak Djokovic sta imponendo nel circuito Atp in questo inizio di 2015 è impressionante e si è garantito il ruolo di numero uno del mondo per almeno un anno, salvo colpi di scena improbabili come infortuni o altro. Il mondo del tennis sembra stia rivivendo l’annata del 2011, quando il serbo vinse dieci titoli, tra i quali tre Slam e cinque Masters 1000, lasciando al rivale Rafael Nadal il solito Roland Garros, Montecarlo e il ruolo di finalista perdente in ben sei occasioni.
Nole, con il successo monegasco, ha raggiunto a quota 23 Roger Federer nella classifica di trionfi in un mille, e ora punta dritto al maiorchino che dista solo quattro titoli; distanza che potrebbe colmarsi già quest’anno, sopratutto se Rafa non riuscirà a raggiungere la forma migliore per contrastare il dominio serbo.
Ma solo Nadal può fermare la striscia di vittorie di Nole? Sicuramente lo spagnolo ha le qualità per farlo, e siamo sicuri che nel percorso che lo porterà a difendere lo Slam parigino riuscirà ad alzare il suo livello che al momento è appena abbastanza per superare qualche Top Ten. Nella stagione della terra facciamo fatica a immaginare un Roger Federer ed un Andy Murray in grado di conquistare Masters o Slam, lo svizzero ha conquistato su questa superficie solo 10 dei 85 titoli vinti in carriera, mentre il campione olimpico è ancora alla ricerca del primo urrà sul rosso!
Tra gli outsider possiamo indicare Kei Nishikori come possibile mina vagante per i Masters di Madrid e Roma e per il Roland Garros; il giapponese, numero cinque Atp, ha disputato un eccellente stagione sulla terra spagnola lo scorso anno, vincendo il 500 di Barcellona e perdendo solo per ritiro la finale del torneo della capitale iberica e ora sembra pronto per un successo importante, il classico salto tra i grandi.
Un altro giovane rampante che si distingue bene sul lento è Grigor Dimitrov, ma purtroppo il bulgaro è prigioniero del suo enorme talento che tutti gli riconoscono e sembra che ne risenta della pressione che lo danno come futuro numero uno del tennis mondiale. Il bulgaro ha enormi potenzialità che lo rendono adatto a tutte le superfici e siamo sicuri che l’acuto che lo sbloccherà prima o poi arriverà, sperando di non vederlo intraprendere le orme di Richard Gasquet, che ha sprecato una carriera per capire come far fruttare il suo splendido tennis.
Negli ultimi due anni a mettere in difficoltà Djokovic è stato sicuramente Stanislas Wawrinka, giocatore sbocciato definitivamente all’Australian Open 2014, ma dopo il successo a Rotterdam si è concesso una preoccupante pausa, deludendo a Indian Wells, Miami e anche a Montecarlo dove doveva difendere il titolo, scivolando alla decima posizione del ranking.
Novak Djokovic sta facendo si meglio del 2011, ma guardando le sue partite ci accorgiamo che non è sicuramente l’alieno visto tre anni fa, quindi per il bene del tennis si spera che dai prossimi 1000 in programma a Maggio i suoi avversari alzino il livello per evitare un anno di “solo” Nole.









