Cari amici de Lo Sport 24, in un’intervista esclusiva i nostri amici di Passione Premier League hanno intervistato Matteo Lanzoni, difensore italiano attualmente in forza al Cambridge United. Nato a Como nel 1988, Matteo è cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Sampdoria e dopo alcuni anni di prestiti “italiani” ha deciso di iniziare una nuova avventura all’estero, precisamente in Inghilterra.
Ciao Matteo, la tua carriera è iniziata alla corte della Sampdoria dell’allora presidente Garrone ma l’esordio in maglia blucerchiata non è mai arrivato per via di vari prestiti e del mancato rinnovo a fine contratto. Come mai questa scelta da parte del club doriano? Avresti voluto una possibilità con la maglia sampdoriana?
“Dopo il fallimento del Como venni acquistato dalla Sampdoria, ho finito lì le giovanili, sono stati begli anni, anni di tante vittorie ma anche di tanta sfortuna. A 18 anni (nel 2006) il mister Walter Novellino (allora allenatore della Samp) mi disse che il mio esordio sarebbe avvenuto durante il secondo tempo della trasferta di Livorno; purtroppo per me nell’allenamento di rifinitura mi ruppi i legamenti della caviglia e addio esordio e stagione finita per me. Successivamente al termine della stagione in cui vinsi il “Triplete” con la primavera blucerchiata arrivarono anni di vari prestiti in Italia, il mio desiderio era quello di rimanere ma evidentemente loro non mi reputavano pronto e non avevano fiducia in me; a volte però bisogna accettare le scelte altrui anche se non le condividi.”
Nel 2013 ecco il volo per l’Inghilterra, sponda Oldham, dove ad attenderti c’era un campionato abbastanza diverso da quello italiano. Come mai questa scelta? Ma soprattutto, quali sono le maggiori differenze (sia a livello di gioco che di tifo) tra i due campionati?
“Nel 2013 mi sono ritrovato svincolato dalla Samp e senza contratto, per le regole assurde che ci sono in Italia ero considerato “vecchio” e cosi tramite Manuel Pascali ho avuto la possibilità di andare in prova all’Oldham. Stetti li 2 settimane in prova e successivamente firmai un contratto di 4 mesi a cifre ridicole, lo feci solo perché volevo mettermi alla prova ed in gioco in un mondo dove i giovani giocano se sono sono più forti dei “vecchi”.
Le differenze sono tante, il calcio inglese è completamente l’opposto di quello italiano, è un calcio più veloce è fisico, molto spesso si cerca la palla lunga più che il possesso palla, poca tattica e tanta corsa ed inoltre la partita si vive con serenità e spensieratezza. I tifosi vengono allo stadio per vedere la partita e tifare per la propria squadra, comunque vada la partita e il risultato finale a fine partita ci sono sempre applausi a scena aperta.”
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