Altro week-end altra giornata di emozioni in Bundesliga: siamo arrivati alla 28a puntata con il Bayern sempre più leader indiscusso di questa stagione.
La giornata si apre il venerdì con il pareggio per 1-1 tra Hannover e Herta.
Le grandi emozioni sono arrivate come sempre di sabato, con il Bayern che si è portato a quota 70 punti superando 3-0 l’Eintracht: tra tre vittorie arriva il titolo. La sfida tra i Borussia ha premiato il M’Gladbach che si è confermato terzo contro un Dortmund di nuovo in crisi di risultati e gioco. Rimane quindi quarto il Leverkusen che si è portato a casa per 3-2 la scoppiettante sfida contro il Mainz. Deludono le attese l’Augsburg, sconfitto dal Paderborn e ormai in bilico nella corsa all’Europa, e lo Schalke che non va oltre il pareggio contro il Friburgo. Impegno facile per il Wolfsburg contro l’Amburgo.
Chiuderanno la giornata Domenica 12 le sfide tra Colonia e Hoffenheim e Stoccarda-Werder Brema.
VENERDI’ 10 APRILE
HANNOVER 96 – HERTA BERLINO 1-1 (75′ Schulz – 83′ Stocker)
Continua il buon periodo dell’Herta, che strappa un pareggio all’Hannover grazie alla seconda rete consecutiva di Stocker; delusione in casa Hannover per il risultato, dopo aver dominato la partita. Dopo una prima fase di studio sono i padroni di casa a creare occasioni: al 33′ bella triangolazione sulla destra tra Sakai e Kyotake, palla in mezzo che Briand calcia malamente sopra la traversa. La risposta dell’Herta non si fa attendere, ma Stocker non controlla dopo un bel cross di Haraguchi. Nella ripresa aumenta la pressione dell’Hannover, oggi in divisa granata: conclusione di Stindl dalla distanza che finisce sul palo esterno. Al 75′ si sblocca il match: corner dalla destra, colpo di testa di Sanè respinto da Kraft, pallone che resta lì per il facile tap-in di Schulz. L’Herta dopo un secondo tempo abbastanza anonimo si sveglia e trova il pareggio all’83’: punizione di Skjelbred, la difesa respinge, dal limite Valentin Stocker in acrobazia manda la sfera alle spalle di Zieler per l’1-1. Nel finale mancano le forze ad entrambe le squadre per tentare l’assalto: finisce 1-1 alla HDI-Arena
SABATO 11 APRILE
BAYERN MONACO – EINTRACHT 3-0 (15’, 66’ Lewandowski; 82’ Müller)
Procede compatto e sicuro come un panzer lo squadrone di Monaco che imbambola anche il malcapitato Eintracht e tocca i 70 punti in classifica: tra tre vittorie l’Allianz Arena potrà festeggiare il 25° titolo. E dire che Guardiola si è trovato a fronteggiare un’emergenza infortuni mica da ridere, con i ko di Benatia, Javi Martinez, Alaba, Schweinsteiger, Robben e Ribery e la presenza di solo quattro uomini di riserva in panchina. Il primo quarto d’ora il Bayern sembra sentire la mancanza delle sue pedine fondamentali, mentre l’Eintracht – oggi senza Meier, capocannoniere della Bundesliga – fa il suo gioco. Proprio al 15’, però, Lewandoswi si accende e regala ai propri tifosi una magia: sombrero in mezzo all’area e tiro all’incrocio. Da qui è una sinfonia bavarese, con il polacco ispiratissimo che va chiaramente vicino al gol altre due volte, mentre Müller segna ma si vede negare l’esultanza per un fuorigioco dubbio. Il secondo tempo inizia a ritmi più bassi, ma la stanchezza dovuta anche dalla partita in Coppa di Germania viene alleviata ancora una volta da Lewandowski, che al 66’ sfrutta un momento di caos in area del Francoforte e segna di testa, dopo una respinta di Hasebe sulla riga. Da notare poco prima il palo di Götze. Chiude i conti Müller all’82’ con un destro che si infila sotto la traversa.
BORUSSIA M’GLADBACH – BORUSSIA DORTMUND 3-1 (1’ Wendt; 32’ Raffael; 67’ Nordtveit – 77’ Gündogan)
Torna l’ombra della crisi per i gialloneri che subiscono la seconda sconfitta di fila dopo il ko di settimana scorsa contro il Bayern e devono forse abbandonare la speranza di arrivare il Europa League: unica scusante è il valore delle avversarie.
Neanche il tempo di scendere in campo che il carichissimo M’Gladbach si porta in vantaggio con il gol-lampo di Wendt che sfrutta le arcinote leggerezze difensive del BVB e trova subito un varco per il sinistro basso. Come spesso in questi casi il Dortmund si è trovato prematuramente a dover prendere le redini del gioco e non ci è riuscito: ha pesato ancora l’assenza di Reus che ha tolto a Klopp fantasia e qualità in avanti. Vita facile allora per i padroni di casa trainati da un Hermann in stato di grazia che consegna a Raffael il pallone del raddoppio intorno alla mezz’ora da contropiede. Dopo il secondo gol, nel Dortmund saltano definitivamente gli schemi e ognuno sembra seguire una tattica propria: le azione sono confusionarie e in tutto il primo tempo Sommer non viene impegnato neanche una volta. Il Gladbach cresce esponenzialmente, come dimostrano le numerose occasioni e il 3-0 al 67’ di Nordtveit che sfrutta bene un calcio d’angolo e di destro batte Weidenfeller. Dortmund definitivamente ko, il gol della bandiera di Gündogan è inutile.
MAINZ – BAYER LEVERKUSEN 2-3 ( 78’ rig e 91’ rig Koo – 15’ Son; 59’ Kießling; 73’ Calhanoglu)
Alla fine la spunta il Leverkusen che, passato in vantaggio per 3-0, si vede raggiungere di due gol entrambi su rigore e per poco non rischia lo scivolone. Il risultato è però positivo e così la squadra può festeggiare la sesta vittoria consecutiva senza subire reti (record del club) e mantenere un quarto posto importantissimo in ottica Champions. Roger Schmidt deve fare a meno di Spahic e Papadopoulos, ma il Leverkusen sembra funzionare bene lo stesso, come dimostra il sinistro di Son già al 15’. Il festival del gol va in scena però nel secondo tempo, a partire dal 59’ con il destro da centro area di Kießling sull’assist di Hilbert. Al 73’ poi Calhanoglu ipnotizza Karius con una punizione magistrale che si infila sotto la traversa a sinistra. Cinque minuti dopo però Toprak butta ingenuamente per terra Okazaki e Winkmann concede il primo rigore realizzato da Koo. Ancora allo scoccare del 90esimo, Jedvaj dimostra di non aver imparato la lezione e commette fallo su Samperio: l’arbitro anche questa volta non ha dubbi e Koo realizza una doppietta.
PADERBORN – AUGSBURG 2-1 (48’ Kachunga; 60’ Lakic – 52’ Höjbjerg)
La partita premia inaspettatamente il coraggio del Paderborn che, pur restando penultimo, può far tesoro di questi tre importantissimi punti per cercare la salvezza. Le prime due occasioni sono tiri velleitari di Bakalorz e Hünemeier a cui risponde subito il destro di Kohr di poco a lato; ancora al 28’ è l’Augsburg a mettere pressione con Werner che dalla sinistra dell’area manda alto. Il Paderborn reagisce subito e al 32’ Bakalorz colpisce una traversa piena da centro area: il legno rimbomba ed è il vero squillo del primo tempo.
Di ritorno dagli spogliatoi l’Augsburg si butta in avanti – parata di Kruse su Werner – subendo così il contropiede avversario che si conclude con la rete di testa di Kachunga sull’assist di Heinloth. Il match si anima: Verhaegh trova un buon pallone, ma tira alto, mentre al 52’ Höjbjerg non sbaglia e indirizza sotto la traversa un destro da fuori area. Le squadre adesso giocano a viso aperto, ma il risultato viene fissato poco dopo dal Paderborn in un’azione sviluppata in parallelo al primo vantaggio: contropiede, palla a Hartherz e testa di Lakic. Pessima organizzazione difensiva dell’Augsburg che all’81’ rischia addirittura il terzo gol prima di Rupp e poi di Kutschke.
SCHALKE 04 – FRIBURGO 0-0
Solo un pareggio a Gelsenkirchen e lo Schalke così vede diminuire notevolmente le proprie possibilità di ottenere un posto in Champions l’anno prossimo; può essere soddisfatto invece il Friburgo, nonostante l’amarezza per il rigore sbagliato, che stacca di un altro punto la zona retrocessione. Davanti a 60.000 spettatori, entrambe le formazioni offrono un livello di gioco piuttosto scadente per tutta la prima metà di gara. Al 60’ il Friburgo ha l’occasione di cambiare la storia del match grazie a un calcio di rigore e portare a casa una clamorosa vittoria, ma butta tutto all’aria. Il penalty viene concesso dopo un ruvido intervento di Höwedes, che atterra Mehmedi in area: Fährmann riesce però a incantare Schuster e il capitano ospite manda alto.
Continua una preoccupante penuria di gol tra gli attaccanti di Di Matteo, che non riescono più a segnare: è da tre partite (270 minuti) che lo Schalke non festeggia una rete. Non migliora la situazione neanche l’ingresso di Farfan, per il quale il tecnico torna dal 5-3-2 al 4-2-3-1 del predecessore Keller, ma i risultati non si vedono.
AMBURGO – WOLFSBURG
DOMENICA 12 APRILE
COLONIA – HOFFENHEIM
STOCCARDA – WERDER BREMA









