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PREMIER LEAGUE – Mourinho: “Divento sempre più bravo”

PREMIER LEAGUE – Mourinho: “Divento sempre più bravo”

Il tecnico del Chelsea, Josè Mourinho, si racconta in un’intervista rilasciata al Telegraph.

Il portoghese esordisce così: “Penso di avere un problema: sto diventando sempre più bravo in ogni aspetto del mio lavoro, che ha avuto un’evoluzione in molte aree differenti: nel modo in cui leggo la partita, nel modo in cui la preparo, nel modo in cui alleno…. Mi sento sempre meglio. In una cosa però non sono cambiato: quando affronto la stampa, non sono mai un ipocrita“.

La sua sincerità è disarmante ed è altrettanto vero che pochi, come lui, sanno accendere i tifosi avversari e scaldare i propri allo stesso tempo, tanto da essere considerato spesso antipatico: “Calcisticamente parlando, non sono vecchio, a 52 anni ne ho probabilmente davanti altri 20 come allenatore, ma in realtà mi sento ‘una vecchia volpe’: non c’è nulla che mi spaventi o che mi preoccupi più di tanto, sono una persona equilibrata, con il controllo delle proprie emozioni“.

Mou spiega la sua filosofia: “Sto allenando i migliori giocatori del mondo, ma l’aspetto più importante non è quello tecnico, bensì il rapporto che stabilisci con loro. Per me il calcio è collettivo: prima vengono i tifosi, poi il proprietario del club, quindi i calciatori e per ultimo l’allenatore, anche se poi è quest’ultimo a cui tutti guardano, per vedere le sue reazioni e giudicarle“.
Per quanto riguarda i calciatori afferma: “Una volta iniziavano a giocare aspettandosi di essere ricchi a fine carriera, adesso si aspettano di essere ricchi prima ancora di aver disputato la prima partita. Occorre che abbiano fortuna coi genitori, con gli agenti: hanno bisogno di educazione. Quando ho avuto i primi veri soldi, ero al Porto nel 2003, avevo 30 anni e qualcosa, ero sposato, ero pronto. Questi ragazzi hanno 16, 17, 19, 20 anni, non sanno come reagire, cosa fare“.

Eppure, la rivista Forbes, ha inserito nella lista delle persone più influenti al mondo anche due calciatori come Cristiano Ronaldo e Leo Messi: “Ma noi non salviamo vite! Come si fa a paragonare un calciatore, un allenatore ad uno scienziato o ad un dottore? E’ un’assurdità”.
Mourinho parla anche della sua famiglia, alla quale è molto legato e della sua scelta stilistica di indossare solo abiti scuri.
Spiega il perchè della scelta di vivere a Belgravia: “L’hanno scelto i miei figli e a me va bene, anche perché i londinesi sono educati e mi lasciano i miei spazi, mentre a Madrid e a Milano è impossibile girare per strada dopo un risultato negativo“.
Si considera una brava persona e ritiene di non doversi inchinare davanti a nessuno nel mondo del calcio, fatta eccezione per Sir Alex Ferguson: “Di lui ho imparato a conoscere ed apprezzare le due facce: c’è l’avversario, che farebbe di tutto per vincere; e poi c’è l’uomo di sani principi, che fa del rispetto la prima cosa”.
Al contrario, è risaputa la sua poca tolleranza nei confronti di Arsene Wenger, con il quale non è mai andato d’accordo praticamente su nulla: “Wenger privilegia il singolo a discapito della squadra, ma se io corro 9 chilometri in una partita e tu 11, questo non significa che tu abbia giocato meglio di me“.

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Elisa Peccianti

Sono nata nel 1989 e abito in provincia di Firenze. Mi sono diplomata al Liceo Classico e sono laureata in Scienze Politiche, indirizzo "Comunicazione, media e giornalismo", della facoltà “Cesare Alfieri”. Fin da piccola il mio sogno è stato quello di poter scrivere di sport, di calcio in particolare.