Il tecnico del Milan, Filippo Inzaghi, vede il suo esonero sempre più vicino in seguito al pareggio per 0-0 di Verona contro il Chievo.
E’ stato proprio nel corso della partita del Bentegodi che il presidente rossonero, Silvio Berlusconi, ed il vicepresidente, Adriano Galliani, sono stati a colloquio per circa 45 minuti, rimanendo decisamente delusi dalla prestazione e soprattutto dal risultato.
A sorprendere è stata la mediocrità del gioco della squadra, l’assenza di schemi ma, soprattutto, l‘incapacità di creare occasioni da gol.
Non solo le prestazioni, ma anche i numeri condannano l’operato di Inzaghi al Milan.
Nel 2015 ha raccolto, in media, un punto a partita con soltanto due vittorie contro Parma e Cesena, non proprio due prime della classe.
E pensare che era stata proprio la vittoria contro il Parma a ridare entusiasmo ai rossoneri inchiodati alla decima posizione in classifica.
Al giovane mister viene rimproverato soprattutto di non avere il pieno controllo del gruppo, che non sembra credere più nel suo progetto. A testimoniarlo sarebbero i numerosi episodi di nervosismo, pubblici e privati e i malumori nello spogliatoio, anche tra i big, come Jérémy Ménez, Alessio Cerci e Mattia Destro.
Se Inzaghi dovesse lasciare presto la panchina rossonera, sembrerebbe già pronto Mauro Tassotti che potrebbe guidare la squadra fino alla fine del campionato. In caso contrario si prevedono tre mesi e tredici partite di agonia per Inzaghi che vede praticamente esclusa la sua conferma per la prossima stagione.









