La redazione di Lo Sport 24 è orgogliosa di intervistare in esclusiva Valentino Manfredonia. Il pugile è nato in Brasile il 29 settembre del 1989, ma da sempre difende i colori azzurri. Napoletano, maturato in Emilia Romagna, nel suo palmares vanta tre titoli italiani (2006, 2007 e 2013) e due bronzi ai tornei internazionali in Lituania e in Croazia, mentre da Elite ha conquistato un argento in Bulgaria ed uno in Albania. Dopo un lungo stop, risale sul ring e vince un oro ai campionati UE, mettendosi in mostra anche nella World Series of Boxing con gli Italia Thunder, cercando la qualificazione per Rio 2016.
Come hai iniziato a boxare? Cosa ti ha spinto a salire sul ring e a restarci?
Ho iniziato a 10 anni in una palestra a Napoli per dimagrire, poi all’età di 14 anni ho debuttato e ho visto che il mondo del pugilato mi piaceva. Dopo il 2008 ho fatto i campionati italiani grazie all’accademia pugilistica De Novellis (clicca e leggi l’articolo dedicato), perché sono stato 3 anni fermo per un problema alla spalla e per questioni personali. Da un anno sono fidanzato con una ragazza di Pozzuoli che si chiama Giusy e che mi ha aiutato molto in questo periodo. Lei è molto importante per me e da quando stiamo insieme le cose stanno andando molto bene”.
L’Olimpiade rappresenta il massimo per un atleta. La qualificazione è difficile ma non impossibile. Infatti le classificazioni delle World Series stanno andando bene, sabato prossimo combatto contro l’Azerbajan. Questo è un avversario difficile, ma devi battere i migliori per essere il migliore: l’obiettivo è l’Olimpiade. Visto che sono nato in Brasile sarebbe un ritorno a casa, quindi devo fare doppia bella figura, partecipando e vincendo. Guardando alle World series degli anni scorsi era molto più difficile, c’erano molti più stranieri. Adesso, però, ci sono molte più possibilità. Ho dovuto imparare il ritmo per le 5 riprese e sopportare l’emozione delle telecamere delle televisioni. Per esempio, il primo match in America ero molto emozionato, anche perchè in questa competizione devi tenere il ritmo per tutte le riprese. Per il momento sono primo nella mia classifica, quindi la qualificazione è possibile. Io non guardo mai nè la classifica nè studio il mio avversario; Io salgo sul ring e faccio quello che devo fare.
Abbiamo visto come l’Emilia stia diventando sede di ottimi pugili sul panorama nazionale. Quanto è stato importante per te il trasferimento e cosa rende speciale quel luogo?
Io mi sono trasferito in Emilia perchè la mia famiglia si era aperta un attività e fortunosamente ho trovato una palestra (la Ring Side Boxe) che è stata molto cortese con me, perchè mi hanno preparato per i campionati. Loro mi hanno portato alla vittoria e mi sono vicini tutt’oggi. Sono stati gentili: mi venivano a prendere, mi riaccompagnavano a casa, curavano la mia preparazione e alimentazione alla perfezione. Poi c’è da dire che rispetto al sud ci sono molti più soldi, sono più sponsorizzati. Giù per una manifestazione devi trovare lo sponsor. Inoltre ci sono pochi media sull’argomento, e la differenza è abissale. Magari in Italia si preferisce parlare di calcio e non si dà evidenza alla boxe.
Abbiamo letto che il tuo idolo è Alì: cosa pensi abbiate in comune e cosa di lui trasmetteresti ai giovani di oggi?
Fin da piccolo ho visto le sue cassette e le foto. La cosa che mi piaceva di lui è che danzava, quindi ho capito che non bisognava per forza essere un picchiatore come Tyson. Mike era il piu grande pugile al mondo, ma Alì danzava, ballava ed era un personaggio fuori dal ring. Anche se ha avuto un problema con le forze armate, lui ha dimostrato che tutto è possibile. Questo si dovrebbe trasmettere: sali sul ring e se vuoi vincere, vinci!
Il ricordo più bello della tua carriera ? Quello più brutto?
Il mio ricordo più bello è quello delle vittorie nei campionati italiani. Dopo tre anni di inattività, un altro ricordo è il mio incontro a Novara nel 2013: mi davano disperso e finito, poi ho fatto vedere quello che so fare. Quello più brutto sono sicuramente quei tre anni di inattività, perchè se non rimanevo fuori non so che cosa facevo. Negli anni dai 18 ai 22 non ho boxato, ma ho fatto cose che mi hanno fatto fare esperienza.
Qual’è il punto forte della tua boxe? Quale pugile temi sul ring?
Io sono molto veloce, ma onestamente non so quale sia il mio punto forte. Forse è che sono capace di gestire il match, ma anche i miei maestri si sono espressi su questo. Io sono 81 kg quindi trovo sempre qualcuno più forte di me, sono veloce, ma come ti dicevo non serve avere il cazzotto alla Tyson. Attualmente secondo la graduatoria il secondo è Mangiacapre. La qualificazione diventa molto difficile con due sconfitte, massimo una, io non ho ancora perso e spero di non perdere mentre Mangiacapre ha gia una sconfitta, quindi siamo gli unici che si possono qualificare. Ho disputato oltre 80 match quindi sono sicuro di di poter affronta qualunque tipologia di pugile e giocarmela.
La redazione di LoSport24 ci tiene a ringraziare la disponibilità e la simpatia dimostrata da Valentino Manfredonia. Rivolgiamo a lui i migliori auguri dentro e fuori dal ring. Infine, siamo grati a Valentino per la concessione dell’immagine presente nell’articolo.
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