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F1 – La FIA si libera la coscienza: “Bianchi doveva rallentare!”

F1 – La FIA si libera la coscienza: “Bianchi doveva rallentare!”

In questi due mesi trascorsi dal tragico incidente di Suzuka, dalla quale Jules Bianchi non si è ancora ripreso, sono state molte le domande e le accuse volate sopra ai protagonisti: chi incolpava la FIA e chi pensava ad un errore del francese.Acident Panel incidente Bianchi

 

Acident Panel incidente Bianchi

Il massimo organismo automobilistico internazionale ha espresso la propria opinione a seguito della documentazione presentata dall’Acident Panel che in questo periodo ha indagato sullo spiacevole accaduto: “Bianchi non ha rallentato abbastanza per evitare di perdere il controllo. I commissari hanno agito secondo le regole e non c’è alcuna ragione per cui la Safety Car dovesse essere mandata in pista prima o dopo l’incidente di Sutil.
Il documento è stato articolato in undici punti che giudicherebbero non colpevole i commissari di gara per l’incidente della Marussia:” L’analisi degli eventi che hanno portato all’incidente di Bianchi  indica che una serie di fattori determinanti possono aver contribuito a provocare lo schianto, anche se nessuno è stato l’unica causa. Le azioni intraprese dopo l’incidente di Sutil sono state coerenti con le regole e con la loro interpretazione relativa ai 384 incidenti avvenuti nei precedenti 8 anni. In base all’analisi dei fatti, non c’è alcuna ragione per cui la Safety Car dovesse essere mandata in pista prima o dopo l’incidente di Sutil. È imperativo prevenire che una monoposto possa mai sbattere contro una gru e/o investire i commissari che vi lavorano nei pressi.”Acident Panel incidente Bianchi

Le certificazione si conclude con la raccomandazione di far gareggiare tutti i gran premi almeno quattro ore prima del tramonto previsto, tolte le gare notturne prestabilite e rivedere il calendario in caso di corse sul bagnato.

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Alberto Ponte

Studio giurisprudenza a Genova e mi piace collezionare...passioni. Amo viaggiare, mangiare e leggere. Inoltre sono un tifoso dello sport, dei suoi annedoti e delle sue storie. "Lo sport è cultura, speriamo continui ad esserlo" [Livio Berruti]