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Ecco chi è Hamza Hamzaoğlu, il nuovo allenatore del Galatasaray

Ecco chi è Hamza Hamzaoğlu, il nuovo allenatore del Galatasaray

Alla scoperta di Hamza Hamzaoglu, il nuovo allenatore del Galatasaray che ha come obiettivo quello di voltare pagina dopo le esperienze Mancini e Prandelli.

Ora che Cesare Prandelli ha lasciato la Turchia, a chi toccherà allenare il Galatasaray? L’annuncio è arrivato qualche giorno fa, quasi ignorato dalla maggior parte dei media italiani. Finita l’avventura dell’ex c.t., ora l’attenzione verso i giallo-rossi di Istanbul è nettamente calata. Eppure, in molti vogliono sapere chi è Hamza Hamzaoğlu, il nuovo tecnico che raccoglierà l’eredità scomoda di Prandelli.

DALL’ITALIA… – Ma facciamo un passo indietro. Non possiamo liquidare così una panchina che, per quasi 14 mesi, è stata occupata da 2 allenatori italiani. Da Mancini a Prandelli è successo di tutto, con un cambio di presidenza e una crisi finanziaria ancora da risolvere. Con una costante, di cui vi abbiamo parlato quest’estate: la Foreigner Rule, limite agli stranieri che ha impedito ad entrambi di trasmettere gran parte delle proprie idee. Il gruppo del Galatasaray si è spaccato in due, con i turchi da una parte e gli stranieri dall’altra. Mentre Mancini ha portato a casa almeno la Coppa di Turchia, Prandelli è tornato in Italia con le ossa rotte. Entrambi gli italiani hanno fallito ad adattarsi alla Super Lig, forse sottovalutando la difficoltà di un campionato estremamente combattuto.

…ALLA TURCHIA – In ogni caso, è parso evidente che fosse impossibile chiamare un altro “grande nome”, complici le difficoltà di adattamento e comunicazione verso uno spogliatoio bollente come quello del Galatasaray. Il presidente Duygun Yarsuvat ha scelto quindi di affidarsi ad un turco: un allenatore che conoscesse bene l’ambiente, oltre che le dinamiche controverse della Foreigner Rule. Il nome di Hamzaoğlu è sconosciuto, di zero appeal internazionale. Ma il Galatasaray è fuori dalle Coppe, appena eliminato dalla disastrosa trasferta in Belgio contro l’Anderlecht. L’obiettivo giallo-rosso è il campionato, per cui bisognerà lottare fino all’ultima giornata. Serve un uomo che sappia comunicare direttamente ai giocatori: 14 mesi tra interpreti e doppiatori vanno dimenticati in fretta. Ma soprattutto serve un allenatore che dia nuovi stimoli al gruppo, dilaniato da mancati pagamenti e da divisioni interne. Ma chi è Hamza Hamzaoğlu, l’uomo chiamato a salvare il Galatasaray?

PIEDI D’ORO – 44enne dal palmares quasi vuoto (ma capiremo dopo perché), Hamzaoğlu non è un turco qualunque. Si è sempre distinto dalla massa, in qualche modo. Già dal luogo di nascita, l’incantevole Komotini, in Grecia. Si dice che un turco nato in Grecia non può essere come tutti gli altri. Per fortuna, è vero: questa differenza, essere il “ragazzo dalla Grecia”, gli darà sempre una marcia in più. Hamzaoğlu possiede fin da subito un innato talento calcistico, che lo riavvicina alla patria di origine della sua famiglia, quella Turchia che dista pochi chilometri da Komotini. Il piccolo Hamza viene notato dagli osservatori dell’Izmirspor, squadra di Smirne, che lo portano a mostrare le sue qualità in mezzo al campo. Centrocampista di buona qualità, Hamzaoğlu viene acquistato dal Galatasaray. Eccolo, nell’ambiente che gli regalerà più soddisfazioni e trofei: due campionati, una Coppa di Turchia, una Supercoppa. Quattro anni ricchi di sorrisi, che gli fanno lasciare Istanbul con ottimi ricordi. Hamzaoğlu porterà un po’ del suo calcio in giro per l’Anatolia, prima di appendere le scarpe al chiodo nel 2004.

GAVETTA – Se la sua carriera da calciatore può sembrare maledettamente semplice e tranquilla, non lo sarà quella da allenatore. Gli anni trascorsi in Anatolia lo portano lontano dal grande calcio di Istanbul, e Hamzaoğlu deve partire dalle serie minori in Turchia. Il Galatasaray non si ricorda più di lui? Pazienza, Hamza è ancora il “ragazzo dalla Grecia” che sogna di giocare a pallone, e che prova a calciare qualsiasi cosa dall’aspetto rotondo tra i campetti polverosi di Komotini. Non ha nessun problema ad accettare sfide lontane dal fascino dell’Ali Sami Yen, arena che lo ha visto protagonista con la maglia giallo-rossa del Gala. Tutto si ottiene con il duro lavoro, dev’essere il motto di Hamzaoğlu, che riparte dal pressoché sconosciuto Malatyaspor, per poi finire in terza divisione all’Eyupspor. Un anno, per poi cambiare ancora: al Denizlispor, con poche soddisfazioni, fino al trasferimento in seconda divisione all’Akhisar. Sembrerebbe una carriera qualunque. Ma Hamzaoğlu sa che il suo momento arriverà. E se Istanbul non arriva da lui, sarà lui ad andare a Istanbul: con le sue forze, grazie ad una storia da raccontare. L’Akhisar conquista clamorosamente la promozione in Super Lig, dopo una cavalcata inaspettata in seconda divisione.

SUPER – Eccolo quindi lì, Hamzaoğlu. Nel calcio che conta, almeno in Turchia: la Super Lig, in cui tutti ad inizio stagione lo danno per spacciato. Ma sembra proprio che Hamza, nei momenti più difficili, voglia ricordare le sue origini greche. Quasi come una sorta di tributo verso il suo passato, arriva ad Akhisar Theofanis Gekas, bomber che salva i neroverdi con le sue reti. Amato da tutti, Gekas saluta Hamza a fine stagione, scegliendo di sposare il progetto del Konyaspor. L’allenatore si ritrova in enorme difficoltà, con la dirigenza che non spende soldi: arriva solo un ragazzino semisconosciuto dall’Africa, Oumar Niasse. E i miracoli di Hamzaoğlu si avverano, ancora una volta. Niasse, arrivato per soli 250mila euro, va in doppia cifra. Il gioco dell’Akhisar, catenaccio e contropiede, si rivela perfetto per resistere in Super Lig. A fine anno, Niasse verrà ceduto alla Lokomotiv per 5,5 milioni.

ED ORA… – Hamzaoğlu saluta Akhisar, dopo l’ennesimo miracolo: così la chiamata di Fatih Terim, che lo vuole come assistente alla Nazonale, non si può rifiutare. Il resto è storia attuale: passa qualche mese e Prandelli viene esonerato. Il Galatasaray, stavolta, non può ignorare il suo ex-centrocampista. Il curriculum dell’uomo dei miracoli colpisce nel segno, e sembra perfetto per risollevare le sorti di un club alla deriva, finanziariamente e calcisticamente. Buona fortuna, Hamza. C’è davvero tanto bisogno del “ragazzo dalla Grecia”, in questo Galatasaray. 

 

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Bruno Bottaro

Classe 1993, da Ponte San Pietro (Bergamo). Due anime: aspira a diventare giornalista sportivo con l'hobby della musica, in alternativa musicista con l'hobby del giornalismo sportivo. Cresciuto a Serie A e Formula 1, appassionato di numerosi campionati esteri. Fondatore di calcioturco.com, il primo ed unico sito italiano sul calcio in Turchia.