Negli ultimi anni la nostra cara Serie A è stata superata e distanziata da tutti gli altri massimi campionati europei. Fino a qualche anno fa, infatti, il nostro torneo era (a detta di tutti) “il campionato più bello del mondo“. Ma cosa ci resta di tutto questo?
Come adesso succede in Spagna e Germania, per esempio, anche in Italia vent’anni fa venivano lanciati giovani ragazzi quali Alessandro Del Piero e Francesco Totti, giovani che hanno poi scritto la storia. Ma perchè adesso le cose sono cambiate? Perchè ora i nostri giovani sono costretti ad emigrare?
La “fuga di cervelli” colpisce anche il calcio ed è così che Luca Caldirola e Giulio Donati (primavera Inter) ora fanno le fortune delle difese del Werder e del Bayer Leverkusen. Significativa è anche la carriera di Graziano Pellè: sempre “dimenticato” in patria, è dovuto volare in Olanda per avere la sua consacrazione definitiva e finire anche nel mirino del Barcellona.
La situazione precipita quando si pensa che il vivaio delle squadre italiane resta certamente a livelli altissimi, con alcuni talenti invidiabili.
Il campionato primavera 2013-2014 è iniziato da otto giornate e ci sta regalando liete sorprese.
Nel girone A è il Torino a comandare, distaccando i cugini bianconeri di cinque punti e con l’Empoli terzo incomodo nella corsa al primato.
Atalanta e Chievo si contendono invece la testa del girone B, staccando le più blasonate Inter e Milan lasciate indietro a lottare per il terzo ed il quarto posto.
La Lazio campione in carica guida il girone C regalandoci un bellissimo duello con la Fiorentina.
La domanda sorge dunque spontanea: che futuro ci aspetta? Adesso che anche le squadre italiane hanno deciso di aprire ad investitori stranieri, che ne sarà del nostro “made in Italy“? Qualcuno prenderà in considerazione i ragazzi dei nostri vivai o continueremo a guardare (e pagare) oltre i confini?
Ci sono varie vie percorribili, si stanno aprendo nuovi scenari, ma la speranza vera è di vedere una Serie A più giovane. Forse solo così, seguendo i modelli spagnoli e tedeschi, riusciremo davvero a tornare “il campionato più bello del mondo“.









