intervista forcolin

Arbitri, Allegri e Antonio Conte sono alcuni degli argomenti che la redazione de LoSport24.com ha affrontato in un’intervista con il giornalista Paolo Forcolin che per anni alla Gazzetta dello Sport ha seguito le vicende relative alla Juventus.
Ciao Paolo, avrai sicuramente seguito le varie polemiche che sono nate dopo Juve-Roma, dallo sfogo di Bonucci attraverso i social network alle dichiarazioni di Totti e Nedved. Qual è la tua opinione a riguardo?
”Partendo da Bonucci sono dell’idea che sarebbe opportuno imporre ai giocatori al momento della firma del contratto, un divieto di parlare di calcio sui social network. Bonucci infatti si è preso una strigliata da Conte e probabilmente incorrerà anche in una sanzione, anche se non ufficiale, dalla Juventus. Per quanto riguarda Nedved e Totti non vedo grosse problematiche visto che siamo alle, mi permetto di dire purtroppo, normali dichiarazioni al termine di un’importante sfida che è stata mal gestita”.
Appunto, sfida mal gestita. A proposito di questo cosa ne pensi della decisione di ”bloccare” Rocchi per due partite?
”La scelta di bloccare Rocchi non è stata una punizione, ma una decisione presa per evitare polemiche e far calmare le acque. Rocchi era l’unico che poteva arbitrare quella partita, perché il miglior arbitro italiano, Rizzoli, aveva già arbitrato la Juve nella sfida di San Siro contro il Milan e per il regolamento interno dell’AIA non poteva dirigere un altro scontro diretto così ravvicinato. Pertanto Messina ha scelto il miglior arbitro possibile per il match.
È inoltre importante aggiungere che giudicare con la moviola è fuorviante perché l’arbitro è sullo stesso piano dei giocatori e umanamente non è possibile non fare degli errori. Tutti i discorsi di moviole in campo sono sciocchezze che andrebbero a snaturare il gioco del calcio, il direttore di gara può sbagliare una decisione, ma così come un attaccante può sbagliare un gol: gli errori vanno accettati”.
Rimanendo sul tema Juventus, dopo il terremoto interno con le dimissioni di Conte eri convinto che Allegri fosse in grado di mantenere la squadra su altissimi livelli come ha fatto finora?
”Io sono convinto che se la Juve con Allegri sta continuando a vincere è grazie all’onda lunga lasciata da Conte che è stato in grado di cambiare la mentalità alla squadra. Allegri ha trovato una squadra abituata a giocare in maniera cattiva, quasi assatanata con dei precisi schemi ed è stato bravo a mantenere lo schema di Conte pur abbassando leggermente i ritmi di gioco, inserendo con calma i nuovi acquisti (Pereyra, Evra e Morata)”.
Hai definito ‘assatanato’ lo stile di gioco delle squadre di Conte, secondo te questo modello può funzionare anche per la nazionale?
”Conosco molto bene Conte, gli ho fatto io la prima intervista da giocatore della Juventus nel ’91 e per questo sono rimasto abbastanza sorpreso dal suo arrivo in nazionale perché lui è un allenatore da campo alla Rocco o alla Trapattoni che lavora tutti i giorni non solo sul campo ma anche sulla testa dei giocatori. In nazionale non ha questa possibilità vedendo i giocatori una volta ogni 2-3 mesi per questo mi sembra difficile ricreare in nazionale questa mentalità anche se nelle prime uscite dell’Italia di Conte ho rivisto qualcosa della sua Juventus”.
Conte in nazionale sta puntando forte su Immobile e Zaza, secondo te è questa la coppia che il CT ha in mente per un progetto a lungo termine o ci dobbiamo aspettare il ritorno di Balotelli?
”Per il modello di giocatore che ama Conte, ovvero quello che si sacrifica, che pressa e che lavora per la squadra, Balotelli gli sta come il fumo negli occhi . Immobile invece pur non avendo le doti tecniche di Balotelli rappresenta l’identikit perfetto per il CT anche per il suo stile di gioco più utile alla squadra. Inoltre, tolto Destro, in circolazione non ci sono attaccanti in Italia che siano di gran lunga superiori a Immobile e Zaza”
Ma se Conte adesso punta tanto su Immobile, perché secondo te a giugno non ha cercato di trattenerlo a Torino decidendo di provare a prendere Morata?
”Il caso di Immobile è una contraddizione visto che pagando 10 milioni al Torino, Conte si sarebbe garantito il capocannoniere della Serie A e invece ha deciso di puntare su un buon giocatore come Morata che è più giovane di due anni ma che è anche costato il doppio. Tuttavia è probabile che Conte abbia pensato che Morata gli offriva più possibilità davanti, visto anche il fatto che l’ex Real avrebbe accettato più facilmente l’idea di partire alle spalle di Tevez e Llorente nelle gerarchie del tecnico”.
Tornando alla Serie A, premesso che il campionato è una cosa a due tra Juve e Roma, pensi che il duello potrà continuare fino a maggio o una delle due squadre prenderà già prima un distacco considerevole?
”Sono convinto che il campionato si deciderà con il match di ritorno dell’Olimpico, perché fino a quel punto difficilmente una delle due squadre commetterà tanti errori lungo il percorso e potranno arrivare allo scontro diretto con un distacco massimo di 4-5 punti”.
E per quanto riguarda la Champions League quanto potranno andare avanti Juve e Roma? E il loro cammino europeo potrà infierire sul rendimento in campionato?
”Il mio pensiero è che la Juve scenda in campo in Europa con una mentalità diversa; il fatto che nella partita di Madrid non abbia fatto un tiro in porta vuol dire che Allegri aveva preparato la partita per uscire con uno 0-0 dalla trasferta più ostica del girone. Con le altre squadre penso che la Juve avrà vita relativamente semplice. La Roma nonostante la grande gara di Manchester è in una situazione più problematica; diciamo che ha il 40% di possibilità di passare agli ottavi”.
La redazione di LoSport24.com ringrazia Paolo Forcolin per la simpatia e la disponibilità mostrata nel corso dell’intervista. La riproduzione, anche solo parziale, deve avvenire previa citazione della fonte.









