Editoriale serieA 6/a giornata
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Non si può che aprire con la crisi dell’Inter. Per Mazzarri è notte fonda. La prova di Firenze è stata imbarazzante. La gravità della vicenda è nel distacco tra testa (mister) e corpo (giocatori). La distanza del presidente neroazzurro forse pesa nella sua scelta di lasciare il tecnico al timone. Di certo pesa il bilancio, urge uno scossone. Montella e i suoi si leccano i baffi e passano nella parte sinistra della classifica.
Il Milan alza la testa e sogna l’Europa. La squadra è divisa in 2 tronconi. La difesa, che ha retto bene i colpi del Chievo, in genere fatica. L’attacco lavora alla grande. Bene Honda. Inzaghi dalla sua, può solo crescere e migliorare, c’è la grana El Shaarawy da risolvere quanto prima.
Il nostro “classico”, Juve-Roma, se ne va con più polemiche che verdetti. Parità ai punti. Vittoria bianconera grazie a 3 episodi dubbi e al cuore di un gruppo che non appare pago di gloria.
Se l’Inter scivola verso il baratro, gli ex interisti volano. La Samp di Mihajlovic e Ferrero vince ancora. Gabbiadini e Okaka entusiasmano e battono l‘Atalanta. L’Udinese, di Strama e Stankovic, è fermata sulla sirena da un clamoroso errore arbitrale e da un Cesena coriaceo che strappa un punto prezioso.
L’Empoli riabbraccia Maccarone e oltre al bel gioco arrivano i punti. Male il Palermo. Bene, benissimo, il solito Verona. Zemanlandia, dura appena 7 giorni, il Cagliari cade di nuovo. Il Parma fatica a ritrovarsi, cosa che invece riesce bene al Genoa e a Matri. L’attaccante ex Juve, segna finalmente con continuità, Gasperini sorride e si porta via il bottino pieno su un campo difficile.
La Lazio ha 2 facce, bella e sbadata. Candreva entusiasma e gioca da campione vero la difesa è arrendevole e fa acqua. Il Sassuolo, quantomeno non molla, e ci prova fino alla fine. Il Napoli esce definitivamente dalla crisi, mancano i gol del pipita all’appello, ma presto arriveranno. Per ora il ragazzo di casa Insigne segna e rompe i fischi, grande prova dell’azzurro che risponde all’euro-gol di Quagliarella. Bellissimo il gesto tecnico della punta, ma per il Toro è troppo poco.
Polemiche a parte, il dato significativo è uno: la Juve ha allungato. Ora sta alla Roma dimostrare di avere fiato, testa e cuore per starle dietro.
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