Editoriale 5/a giornata serieA
“Milano mia, portami via, fa tanto freddo schifo e non ne posso più“. Cantava Vecchioni nel suo celebre: “Luci a San Siro”. Le luci di San Siro ieri si sono spente per l’Inter di Mazzarri. I neroazzurri sono riusciti nella pratica, miracolosa, di riesumare Zemanlandia. Mai l’Inter ne aveva prese 4 dal Cagliari in casa. C’è sempre una prima volta, Mazzarri dalla sua accusa il rendimento atletico e se stesso. La realtà sa di amaro e di un duro passo indietro per la società milanese.
Se l’Inter piange il Milan non ride. Cesena, dopo Empoli, è un altro pareggio che sa di sconfitta, di occasione persa. La difesa di Inzaghi traballa, il gap con le grandi si allunga. C’è poco da fare, chi spende gode. Il calcio moderno è questo. Le eccezioni sono poche, non in Italia, nel mondo.
La Roma e la Juve dimostrano la loro potenza che sa di prepotenza. Giocano, non tanto bene, ma vincono. Stravincono pur senza eccellere. Amministrano, dominano gli eventi nella gara. Solo le energie profuse in Champions potranno rallentare la cavalcata di due squadre. Armate, in confronto alla pochezza di color che son sospesi, nella rincorsa, ad un piazzamento d’onore.
Il resto della giornata ci consegna una salvezza tutta da giocarsi, passando poco per il catenaccio, strano ma vero. L‘Empoli, il Palermo, il Cesena, il Cagliari offendono, vogliono salvarsi giocando la palla da dietro. Bene per la qualità, a volte trascurata nel nostro bel paese.
Il derby della lanterna illumina la scena serale. 2 squadre maschie, tanti contrasti puliti. Alla fine, nei muscoli, la risolve il talento e un sinistro tagliato. Gabbiadini, gol che fa brillare gli occhi al suo tecnico. L’estroso presidente Ferrero esulta, è il primo derby per lui, grande successo.
Questa sera Lazio, Parma, Palermo e Udinese chiuderanno la giornata. Ma c’è già una certezza, sarà corsa a 2 fino alla fine, e non ce ne vogliano i tifosi delle milanesi, salvo miracoli: “luci a San Siro, non ne accenderanno più”.
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