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FOCUS – Caos Lotito-Marotta: la goccia che fa traboccare un vaso già stracolmo

FOCUS – Caos Lotito-Marotta: la goccia che fa traboccare un vaso già stracolmo

Caos lotito marotta

Caos lotito marotta

“Il problema di Marotta? E’ che con un occhio gioca a biliardo e con l’altro conta i punti”. Con questa incredibile dichiarazione di Lotito si chiude il primo incontro in Lega del campionato, quando ormai i delegati di Juventus, Roma e Napoli erano già usciti schifati dalla riunione. Parole pesanti e fuori luogo, che non hanno alcun senso – se non quello di creare una faglia ancora più ampia in Lega – con le opposizioni mosse da Agnelli e il Direttore Generale juventino. Ciò che rende ancora più triste tutto questo teatrino è che l’ultima lite è soltanto la goccia di un vaso già stracolmo e che a momenti potrebbe traboccare.

 Già, perché in questi pochi mesi da consigliere Federale le occasioni per dare sfoggio del proprio potere non sono mancate al presidente laziale: dopo aver ignorato le frecciatine di Marotta, sempre lui, e De Rossi, liquidandoli con un prepotente “non parlo con i dipendenti ma soltanto con i presidenti”, ha risposto piccato “vado dove voglio, ho il potere per farlo” a chi lo attaccava per seguire la Nazionale azzurra al ritiro. Insomma, Lotito contro tutti: opinione pubblica, tifosi laziali, dirigenti e presidenti. E Tavecchio che fa?

 Il nuovo presidente si ritrova nella situazione che molti avevano amaramente preannunciato al momento delle elezioni: in debito con un uomo che sta orchestrando l’intera FIGC per i propri interessi personali. Su una cosa, infatti, non ci sono dubbi: senza Lotito, l’ex presidente della Lega Dilettante non avrebbe avuto il consenso necessario per essere eletto presidente FIGC. Lo sanno entrambi e questo pone il Consigliere Federale in una posizione di potere mai avuta prima, il quale non perde tempo e fa approvare dalla FIGC una delibera sulle multiproprietà dei presidenti (ovvero la possibilità di essere a capo di più squadre contemporaneamente), bocciando la possibilità anche di avere seconde squadre, negando quindi ciò che era stato deciso precedentemente dai venti presidente di Serie A. E’ proprio in questo punto che Marotta sbotta in Lega e si scaglia con Roma e Napoli contro Lotito, sottolineando come sia lui a prendere le decisioni per tutti. In tutta risposta, il presidente della Lazio si è limitato ad un “Quando avrete un ampio consenso potrete parlare”, come se fosse stato lui ad esser stato eletto al posto di Tavecchio.

E’ sicuramente una casualità che il presidente di un club di Serie A, comproprietario di un club di Lega Pro, si occupi in prima persona di far passare in FIGC la questione che potrebbe dare il nulla osta alle multiproprietà.
E’ sicuramente una casualità che, nonostante abbia una delega per le riforme e non per i rapporti istituzionali in ogni sede, alla presenza di duecento delegati e di Platini a Roma per un incontro UEFA contro il razzismo non sia stato presente, quando invece nei ritiri della Nazionale lo si può trovare con molta facilità. E’ sicuramente una casualità anche il fatto che all’incontro cui presenziava Platini mancasse anche Carlo Tavecchio, sotto inchiesta (sempre per casualità) proprio dalla UEFA per razzismo (!).
E’ sicuramente un casualità che, mentre Lotito mette lo zampino in ambiti a lui non consoni, la sua squadra si ritrovi con 3 sconfitte su 4 partite di Serie A e venga acclamato per rimanere alla presidenza laziale da tutta la piazza. Sì, dalla piazza giallorossa, mentre quella biancoceleste ne chiede a gran voce le dimissioni.
E’ sicuramente una casualità, infine, che frasi ignobili che vanno ad offendere dirigenti di altre società non vengano sanzionate con richiami, multe o delle sacrosante dimissioni.

Chissà se Tavecchio avrà da ridire sull’atteggiamento della sua spalla destra, chissà se Lotito si scuserà e farà un passo indietro, tornando ad occuparsi della sua società, chissà se in Serie A ci sarà mai quell’aria di cambiamento che l’egoismo e l’interesse privato dei potenti mantengono ancora una volta incatenato. In un periodo come questo, in cui sempre più tifosi sono disillusi da una realtà calcistica corrotta, il primo passo deve partire proprio da loro.

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