roma vs cska
roma vs cska
Finalmente la Roma torna nell’Europa che conta e regala ai suoi tifosi un rientro in grandissimo stile: non è solo la goleada rifilata all’impresentabile CSKA, è la solidità dimostrata a entusiasmare ulteriormente l’ambiente.
Garcia deve fare a meno dello squalificato De Rossi, ma trova in Keita un ricambio extra-lusso; a sinistra fuori il poco convincente Ashley Cole e largo al più costante Torosidis. In attacco il tridente titolare, reduce da un sabato di riposo al Castellani di Empoli.
Pronti via, e già viene messo a nudo il suicidio tattico dell’allenatore russo Slutski: a una Roma dotata di esterni velocissimi e di grande capacità di inserimento, il tecnico del CSKA oppone un’improbabile difesa alta formata da difensori lenti e macchinosi. I giallorossi ci mettono poco a capire dove affondare e già al 6′ Gervinho imbecca Iturbe: il corridoio lasciato dai centrali russi ricorda l’amichevole del giovedì, l’argentino ne approfitta e col mancino sblocca subito il punteggio. Dopo una manciata di minuti i due decidono di scambiarsi i ruoli e Iturbe serve nel cuore dell’area l’ivoriano che già al 10′ timbra il cartellino: è già 2-0, con il CSKA che ancora non ha visto un pallone.
La Roma vola già sulle ali dell’entusiasmo e al 17′ rischia la frittata: incomprensibile sbilanciamento della squadra, Doumbia vince un rimpallo con Maicon e si invola in una metà campo deserta per poi incespicare a pochi metri da De Sanctis. Il pericolo corso risveglia i giallorossi e proprio Maicon, approfittando di una rivedibile tattica del fuorigioco cercata dai russi, trova il terzo gol con una sassata dalla destra e la partecipazione di un Akinfeev imbarazzante a certi livelli. La festa si smorza al 25′, quando a seguito di un contrasto Iturbe cade e si tocca la coscia: doverosa la sostituzione con Florenzi.
Il quarto sigillo è un marchio di fabbrica della Roma di Garcia: Totti arretra e di prima serve a Gervinho un passaggio telecomandato dei suoi, l’ex Arsenal non vuole sfigurare e fulmina Akinfeev dopo aver messo a sedere un difensore avversario.
Il secondo tempo non differisce dal primo: al 50′ un cross teso dalla sinistra trova la deviazione di Ignasevich e la palla entra in rete per la quinta volta. I giallorossi decidono dunque di abbassare i ritmi e gestiscono la girandola delle sostituzioni, con Ljajic e Yanga-Mbiwa che rilevano Gervinho e il sorprendente Manolas; Totti rimane in campo tutto il match, cercando di trovare gloria personale ma non è la sua serata. Nell’ultimo quarto d’ora i russi provano a salvare almeno la faccia e alzano il baricentro: colgono due traverse (il tiro di Milanov per onor di cronaca supera la linea di porta) e accorciano le distanze con Musa all’82esimo. Il finale non ha nulla da dire e la Roma legittima la sua grande prova di forza con un possesso palla che dura fino all’ultimo dei 4, inutili, minuti di recupero.









