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LIGA – Caso Getafe: non iscritto Pedro Leon per il tetto salariale. Ma se fosse successo ad una big?

LIGA – Caso Getafe: non iscritto Pedro Leon per il tetto salariale. Ma se fosse successo ad una big?

Liga – Caso Getafe

In Spagna è in atto una vera e propria bufera mediatica legata al Getafe ed al caso Pedro Leon. Al club di Madrid è stato infatti proibito dalla sua Lega di iscrivere al campionato Pedro Leon, che è il giocatore con lo stipendio più alto della squadra. Il caso vuole che lo stipendio di Leon porti il club a superare il tetto salariale, fissato per la società a 17 milioni di euro. Il tesseramento del giocatore è stato bloccato e Leon non ha potuto prendere parte all’avvio del campionato. L’associazione calciatori spagnoli sta ovviamente sostenendo la sua causa, ma si tratta di un caso senza precedenti. E’ la prima volta, infatti, in cui un organo esterno si erge a giudice per una questione interna con una punizione così pesante, che di fatto viola il diritto al lavoro del giocatore.

Ad aggravare ulteriormente la situazione, è la disparità di giudizio che secondo i dirigenti del Getafe ci sarebbe stata a discapito delle piccole squadre del campionato. Se ad esempio una situazione del genere si fosse verificata per il Real Madrid o per il Barcellona, ci sarebbero state le stesse scelte? Probabilmente no, visto che trasferimenti milionari quali quelli di Ronaldo, Bale o Suarez non hanno subito la stessa sorte di quella di Pedro Leon. Per continuare a parlare del Real Madrid, lo scorso anno il suo mercato fu a dir poco folle, con i 20 milioni di euro pagati, tra gli altrim per Asier Illarramendi e i circa 80 milioni sborsati per Gareth Bale. Ma i blancos non sono gli unici, perché anche in Europa la situazione è tutt’altro che lineare: il Manchester United, ad esempio, è abituato a spendere cifre alte, così come fece il Monaco lo scorso anno per creare la squadra (finita poi in un flop), senza contare che il Manchester City e il PSG hanno addirittura preso una multa per aver violato il fair play finanziario, ma senza accusare troppo il colpo.

Inoltre, come fa giustamente notare il Getafe, ci sarebbe anche la “farsa-Barcellona” per la questione sui settori giovanili. In quel caso il mercato dei blaugrana fu sospeso per due sessioni, che voleva dire quella estiva appena conclusa e la prossima di gennaio. Poi, però, la Fifa è ritornata sui suoi passi, sospendendo temporaneamente il provvedimento per approfondire meglio la questione. Salvo poi decidere di confermare tutto, facendo traslare di una sessione il blocco (quindi gennaio e giugno 2015). Ma proprio in quel lasso di tempo, il Barcellona è riuscito risolvere la spinosa situazione del portiere vacante e a comprare Luis Suarez.

Questi sono solo alcuni dei casi di famosi, ma purtroppo ce ne sono altri che destano molta preoccupazione oltre ai molteplici dubbi sulle disparità di trattamenti. Resta il fatto che la sensazione generale è quella che a subire materialmente siano solo le società che non possono pagare monetariamente, e così aggirare, i propri errori di bilancio. Ed il Getafe, colpevole di non aver rispettato le regole (ma come detto è in buona compagnia) è solo una delle poche a dover pagare.

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Riccardo Catapano