Alzi il dito chi si aspettava un Milan così convincente alla prima di campionato. In pochi, o forse nessuno, dopo un precampionato difficile e privo di sensazioni positive in vista delle gare ufficiali, per colpa di un mercato balbettante (ultime giornate a parte) e della lenta digestione dei nuovi schemi di Inzaghi. Eppure è stato proprio il nuovo tecnico rossonero a plasmare questo Milan, a sua immagine e somiglianza. In casa con la Lazio hanno colpito molte cose, a partire dalla diligenza di Alex, ritenuto alla vigilia dell’era Pippo difensore ormai sulla via del tramonto. Sono poi balzate all’occhio la forza di volontà di Abate e Muntari e l’imprevedibilità di quei tre davanti, su tutti Menez, che pure agiva da prima punta, ruolo non suo.
L’ex campione del mondo pare aver dato la vitamina giusta ai suoi: fin troppo evidente il nuovo spirito di El Shaarawy, l’autore dell’assist che mandato in rete onda. La gioia del Faraone dopo il primo gol del giapponese è parsa eccessiva, smodata, ma ha mostrato la voglia di riscatto dopo una stagione in cui il giovane esterno ha patito la presenza in primo piano di Balotelli. Proprio la cessione dell’ex Inter aveva fatto preoccupare i tifosi rossoneri, che si sono dovuti ricredere vedendo la prestazione super del reparto offensivo: Honda, Menez ed El Shaarawy hanno fatto ammattire la retroguardia biancoceleste, imbambolata dalle movenze dei tre e più volte costretta al fallo per fermare l’avanzata degli avversari.
Nell’aria solo ottimismo, per la prestazioni di coloro quali ieri sono scesi in campo ma anche per gli ultimi arrivi di mercato. Al di là dei nomi, più o meno famosi, pare che i nuovi volti possano ben calarsi nella realtà rossonera. Il gioiellino Van Ginkel, per esempio, potrà beneficiare di una guida giovane come Inzaghi, nelle ultime stagioni sempre al fianco delle nuove leve rossonere (Allievi prima e Primavera poi). Il Nino Torres è anche lui da rilanciare, ma con le conferme dell’attacco sarà più facile del previsto.









