Ciclismo Nibali Storia: la vita dello Squalo dello Stretto. Dalle prime vittorie alla Tripla Corona, passando per il trasferimento in Toscana alla scalata con l’Astana.
Dietro al destino esistono sempre degli intrecci numerici che affascinano chiunque provi ad osservarli. Alcuni lo studiano ma talvolta, più semplicemente, sono banali indizi che non porteranno mai ad alcuna soluzione. Creano un percorso guidato, come il Tour de France, solo che non esiste il traguardo.
E’ il 14 novembre 1984 quando all’ospedale di Messina un gemito si fa largo nel mondo. E’ arrivato Enzareddu, come lo chiama il nonno, all’anagrafe Vincenzo Nibali.
Non è una data qualunque perché in quell’anno il movimento ciclistico ha conosciuto una delle stagioni più prolifiche della sua storia: Il Giro viene conquistato da Moser, come la Milano-Sanremo, che si distanzia da Fignon per una manciata di secondi. Il francese però si prende la Grande Boucle davanti al bretone Hinault. Le Olimpiadi invece sono a stelle e strisce come Grewal, infine il Mondiale conquistato dal belga Criquielion davanti al nostro Corti.
14 novembre che è, anche, il compleanno di Vittorio Adorni: immenso protagonista del ciclismo italiano. Campione del Mondo nel 1968 e maglia rosa nel 1965, lo stesso anno in cui Gimondi si prese la ‘gialla’ in Francia: 33 anni prima di Pantani.
14 novembre come la data di nascita di uno dei più grandi. Del ‘tasso’ (Le Blaireau) come lo chiamano i transalpini: Bernard Hinault nasce precisamente trent’anni prima dello ‘Squalo dello stretto’. Vincerà cinque Tour, tre Giri e due Vuelta; l’unico a possedere la doppia ‘Tripla Corona’ (titolo che va a chi conquista tutte e tre le massime competizioni)
Nibali cresce presto sulla sponda sicula dello Stretto e corre sempre. Scappa dal lettone a nove mesi, da scuola a nove anni (per raggiungere il calciobalilla), dagli avversari del Tour a ventinove.
Attacca chiunque e bisticcia spesso, è sull’offensiva anche sulle due ruote tanto che a tredici anni lo chiamano ‘Squalo’. A 13 anni conquista la prima vittoria, alla terza gara, tra gli Esordienti, poi taglia per primo il traguardo per 6 volte con la maglia della Cicli Fratelli Marchetta.
Nuovo millennio e nuova vita: Nibali deve lasciare l’amata Sicilia per trasferirsi dalla famiglia Franceschi, a Mastromarco in provincia di Pistoia, per inseguire il suo sogno a due ruote.
Soffre tantissimo la nostalgia e talvolta si ritrova con sé stesso e i suoi pensieri a piangere, a pensare se abbandonare il sogno tornando a fare il ‘picciriddu’ a Messina da papà Salvatore e mamma Giovanna. I risultati del sacrificio non tardano ad arrivare: 7 vittorie con l’ammiraglia Mastromarco Iperfinish Sensi tra gli Allievi. L’anno dopo parte la scalata tra gli Juniores con 5 vittorie nel 2001 seguite da altre 14 nel 2002, comprensive del tricolore ad Asolo e la medaglia di bronzo ai Mondiali di Zolder.
Vincenzo, sempre accompagnato in macchina dal padre, passa tra gli Under-23: al Giro d’Austria si prende il secondo posto finale e due tappe e dopo altre 12 vittorie viene convocato per i Mondiali dove conquista il quinto posto in linea e poi un terzo nella prova a cronometro.
Dal 2005 il salto tra i grandi e la storia diventa nota. Firma alla Fassa-Bortolo, dove è quarto nella crono del campionato italiano. L’anno dopo passa alla Liquigas di Danilo Di Luca col quale ottiene il successo del GP de Ouest-France e la convocazione ai mondiali nella prova Crono, dove finisce sedicesimo. Il 2007 è l’anno dell’esordio al Giro, lo stesso nel quale l’anno 2008 si presenta da capitano con Pellizzotti, e da vincitore del Giro del Trentino, conquistando l’undicesima piazza generale. Esordisce al Tour dove sfiora la maglia bianca finale ma si prende un posto nella spedizione olimpica azzurra al posto di Riccardo Riccò.
L’anno successivo si prende il Giro dell’Appennino e il settimo posto al Delfinato e alla Grande Boucle. Ma all’Eneco Tour cade fratturandosi la clavicola, impedendogli di andare al Mondiale.
Al Giro 2010 si prende la prima tappa (Ferrara-Asolo, proprio lo stesso arrivo del suo primo tricolore da ragazzo) e la maglia rosa per tre giorni. Alla fine dopo una battaglia contro Scarponi giungerà sul podio dietro Basso ed Arroyo. E pensare che non doveva nemmeno correre ma il ritiro prima del via di Pellizzotti gli aprì la strada.
Nello stesso anno si ‘tatua’ sulla schiena il rosso fiammante della maglia da primatista della Vuelta, prendendosi anche quella bianca della combinata. Ora il mondo lo consoce e farà fatica a dimenticarlo.
Nel 2011 arrivano due ottavi: uno nella Classicissima e l’altro alla Liegi-Bastogne-Liegi. Poi è nuovamente Giro: Contador è un mostro e non lo prende nessuno. Scarponi si piazza davanti allo ‘Squalo’ ma la classifica finale cambia. Lo spagnolo verrà sopreso e penalizzato per doping, le prime due posizioni sono azzurre. Il 2012 comincia bene col secondo posto alla Liegi, poi va sul podio (terzo al Tour) diventando il primo italiano dopo Gimondi ad andare sul podio nelle tre massime competizioni. Ma l’Olimpiade è da dimenticare.
E’ il 2013: c’è l’Astana. Lui è il perno del progetto, attorno a lui viene costruita un’ottima squadra di cui fanno parte Agnoli e Vanotti, da lui voluti. Ora non può più sbagliare. Ha assaggiato il podio, ora deve fare sue le altre corse principali. Vincenzo non delude.
All’inizio la ruota non gira, ma a maggio è pronto. All’ottava tappa (cronometro da Gabicce a Saltara) si prende la maglia rosa e non la lascerà più: finalmente il Giro è suo.
Poi ancora un secondo posto alla Vuelta e quarto al Mondiale, il riposo al Giro 2014.
Prima di partire per il Tour, per il quale s’è allenato tutta la stagione,incontra Tonina Pantani, la mamma di Marco, che gli consegna la maglia gialla del Pirata. L’ultima portata in Italia, vecchia ormai di 16 anni.
Tante immagini: Arenberg, il pavet, Hautacam, Froome e Contador che cedono e gli Champs Elysees.
Vincenzo Nibali, lo’ squalo dello stretto’ conquista il Tour de France 2014, giunto alla centunesima edizione. Entra così a far parte dell’elitario club della Tripla Corona, quella di cui fan parte soltanto sei uomini (tra cui Hinault, 14 novembre).
Tanti sorrisi e qualche lacrima, ma la dichiarazione più vera arriva dopo aver raggiunto il traguardo della penultima tappa (Bergerac-Perigueux) ,a risultato ormai acquisito:” Domani manterrò la promessa fatta alla mamma di Pantani: le regalerò la mia gialla come lei ha fatto con me, donandomi quella del mio mito.”
Intanto a Parigi arriva la famiglia per festeggiare: dall’anno scorso sono in tre. Ora Emma Vittoria è la luce della vita sua e della moglie Rachele. Nata il 28 febbraio… che a guardare bene: 28 è il doppio di 14 e febbraio è il secondo mese, novembre invece è l’undicesimo. 1+1= 2. Fermiamoci qua, sennò entriamo nell’esoterismo.
Inchiniamoci a Le Roi Vincenzo.









