“Era tutto previsto, tranne il trionfo dell’Uruguay”. Così Jules Rimet, ideatore del Campionato Mondiale di Calcio, descrisse la tragica finale del 1950, giocata il 16 Luglio in un gremitissimo Maracana, fra Brasile e Uruguay, con una vittoria clamorosa della Celeste per 2-1.
Anche se la Selecao, dopo quella sconfitta, ha alzato al cielo la coppa del Mondo per ben cinque volte (1958, 1962, 1970, 1994, 2002), la finale persa non è mai stata dimenticata dai brasiliani; si è trattato per loro di una vera e propria tragedia sportiva, ed ora continua ad aleggiare la paura di un secondo Maracanazo: ma come, la squadra del “Joga Bonito”, della qualità eccelsa, del divertimento, è presa dalla classica ansia da prestazione? Seppur contro ogni pronostico iniziale, il campo finora ha decretato proprio questo: in nessuna delle quattro partite giocate gli uomini di Scolari hanno convinto, vincendo soltanto due gare e rischiando addirittura l’eliminazione contro un temibile Cile già agli ottavi di finale. Troppo poco per una nazione che si è mobilitata attorno a Neymar e compagnia e le cui aspettative sono giustamente al di sopra
Ciò che preoccupa maggiormente i brasiliani è l’insidiosissimo quarto di finale di questa sera: contro la Selecao, infatti, ci sarà la Colombia, vera rivelazione di questi Mondiali, reduce da quattro partite giocate magistralmente, vincendo e convincendo, attorno al baby fenomeno del Monaco, James Rodriguez. Clamorosamente, è proprio la squadra di casa ad avere timore di questa sfida: troppo da perdere, contro una squadra galvanizzata dalle giocate dei singoli, in un momento di forma straordinario, alla ricerca della prima storica semifinale ad un Mondiale.
Chi la vera favorita, dunque? Colombia o Brasile? Proviamo ad analizzarla assieme.
PERCHE’ BRASILE – Scolari può contare sulla rosa di maggior qualità della competizione. Oltre ai vari fuoriclasse di cui solo la Selecao può disporre, il CT si affiderà al calore del pubblico di casa, che non è mai mancato fin dall’inizio del Mondiale e che sta coccolando Neymar come un piccolo profeta. “O’ Ney”, per l’appunto, è arruolabile dopo la botta rimediata durante la sfida contro il Cile e sarà della partita, pronto a prendersi sulle spalle una squadra che, nonostante stenti a decollare, sa tirare fuori il meglio di sé nelle grandi sfide come quelle di stasera. Hulk – Neymar – Willian: un tridente difficile da uguagliare. Si prospettano autentici grattacapi per la difesa colombiana.
PERCHE’ COLOMBIA – Los Cafeteros arrivano a questa sfida con la migliore condizione fisica e mentale possibile. Arrivati in Brasile senza grandi promesse e proclami, ma con la consapevolezza di avere un buon mix di tecnica ed esperienza, si divertono e fanno divertire pur rimanendo concreti e micidiali sotto porta. Cuadrado e Rodriguez, vere stelle della squadra, stanno trascinando una nazione intera che, dopo la netta vittoria contro l’Uruguay di Tabarez, inizia trepidante a sognare. Se continuerà a giocare con la stessa intensità, senza rinchiudersi in difesa, se la giocherà alla pari contro i favoritissimi della competizione, avendo delle serie possibilità di vittoria. Oltre ai due talenti citati, infatti, gli uomini di Pekerman possono contare sui gol di Martinez e Gutierrez, abili ad inserirsi da dietro con o senza palla.
Analizzando i momenti di entrambi le squadre si intuisce subito di come sia delicata ed equilibrata questa sfida, la prima assieme a Francia – Germania ad essere senza favorite, con un altissimo tasso tecnico che promette spettacolo.
Ora parola al campo, dove ventidue uomini si affronteranno in novanta minuti a colpi di samba.
Probabili Formazioni:
Brasile (4-3-3): J. Cesar; Dani Alves, David Luiz, Thiago Silva, Marcelo; Gustavo, Fernandinho, Oscar; Willian, Neymar, Hulk. All. Scolari.
Colombia (4-4-2): Ospina; Zuniga, Yepes, Zapata, Armero; Rodriguez, Aguillar, Guarin, Cuadrado; Martinez, Gutierrez. All. Pekerman.









