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Alla scoperta del Kenya!

Alla scoperta del Kenya!

Calcio Kenya: andiamo alla scoperta della realtà calcistica kenyota

Sono sul volo per il continente nero: è la mia prima volta e non riesco a nascondere una certa agitazione. Mi alzo spesso dal mio stretto sedile di seconda classe per girare l’aeromobile in cerca di qualche distrazione. All’ennesimo giro, questa volta verso il fondo della coda, vedo una serie di maglie azzurre. Sono i ragazzi della Rappresentativa Nazionale di Lega Pro Under 18, accompagnati da Mister Bertotto, ex capitano dell’Udinese e recordman con ben 338 presenze in Serie A. Iniziamo a chiacchierare e scopro che la Lega Pro ha da poco siglato per mano del suo Presidente, il ragionier Mario Macalli, un interessante accordo di reciprocità con la Federcalcio Kenya. I nostri azzurrini, quindi, stanno andando a Nairobi a disputare due significativi impegni: il primo contro l’Under 18 del Gor Mahia, una delle numerose squadre della capitale; la seconda sfida vedrà invece per la prima volta nella sua storia calcistica il Kenya ospitare la nostra Nazionale, Under 20 Kenya versus Under 18 Lega Pro.

Sono circa 8 le ore di volo che servono per raggiungere dall’Europa la più grande città dell’Africa orientale con 4 milioni e mezzo di abitanti. Nairobi è considerata una delle città africane più importanti dal punto di vista politico, culturale ed economico e non è infatti un caso che, nel 1998, il primo attacco terroristico rivendicato da Al Qaida contro un obiettivo americano, ovvero l’ambasciata degli Stati Uniti, sia avvenuto proprio a Nairobi.
Per la strada la gente è rumorosa, disponibile, aperta all’accoglienza, tutti ti salutano per strada (Jambo = ciao) con grandi sorrisi, curiosa, verrebbe quasi da definire il popolo kenyota allegro, se non fosse per la prima e più grande contraddizione dell’intorno del territorio urbano di Nairobi dove sorgono le baraccopoli, dette slum. Si tratta di distese di tetti di lamiera sotto cui vivono in condizioni di estrema povertà, uomini, donne e bambini e immediatamente la mente corre alle più note favelas, le baraccopoli brasiliane che sono identiche a quelle africane per degrado, criminalità diffusa e gravi problemi di igiene pubblica dovuti alla mancanza dei sistemi di fognatura e acqua potabile.

Questa è solo una delle mille contraddizioni di questa terra calda e rossa, terra rossa di polvere che al tuo passare si leva in volo e si appoggia addosso e ti lascia il segno, ti colora,  terra rossa calpestata da piedi scalzi dove gli zoccoli sono prevalentemente quelli degli animali, dove nugoli di persone con dignità, guardano, attendono e soffrono, in una disperante corsa alla sopravvivenza, dove si fanno safari per ricchi e si caccia l’uomo nelle discariche, dove l’avocado è pane e non un esotico condimento per gamberetti, dove o si vive in capanne di fango o ci si chiude in case blindate da sbarre, dove ci sono multicolori fiori a illuminare il giorno e splendide stellate la notte, dove vivono ancora i Masai, così anacronistici e così appartenenti al nostro presente. Ed è su questa stessa terra rossa che i bambini corrono, il più delle volte scalzi o con scarpe ormai sgualcite, dietro a improbabili palloni. Gli atleti kenioti non sono famosi calciatori, come possono essere quelli di altri Paesi dell’Africa, ma sono celebri atleti grazie alla struttura fisica e alla capacità di supportare sforzi aerobici prolungati.

Anche qui però c’è una Federcalcio locale e il campionato di calcio. Si tratta della Kenyan Premier League, disputata da 16 squadre; il secondo campionato, il corrispettivo della nostra Serie B, si chiama invece Kenyan National Super League. Le squadre che si contendono il titolo sono principalmente di Nairobi, con ben sette rappresentative, lo scorso anno ha vinto il campionato il Gor Mahia, dopo tre anni di dominio del Tusker, famosissima marca di birra prodotta in Kenya che sponsorizza la compagine più illustre di Nairobi.

Anche a livello di rappresentativa nazionale, il Kenya non gode di buoni risultati, la nazionale maggiore ha disputato solo cinque edizioni della Coppa d’Africa, vivendo l’ultima partecipazione nel lontano 2004 e non superando mai il primo turno. Altro punto negativo è il non essere mai riusciti a qualificarsi per la fase finale della Coppa del mondo FIFA. Attualmente occupa la 130ª posizione nel Ranking mondiale FIFA.

Ci sono però i primi segni di una nascita di calcio a livello nazionale, innanzitutto il fatto che un giocatore kenyota, primo della storia del suo Paese, è arrivato in Italia. Si tratta di MacDonald Mariga Wanyama che arrivato nel 2010 tra le fila dell’Inter, ha alternato le sue esperienze anche in Spagna con la Real Sociedad e nuovamente in Italia con il Parma. Oggi è tornato all’Inter con cui ha vinto finora uno scudetto, due Coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Champions League e un Mondiale per club.

Altro elemento che fa intendere il potenziale di un Paese è la nascita nel 2013 proprio a Nairobi della Juventus Soccer Schools Kenya, la prima scuola di calcio ufficiale in un Paese appartenente alla fascia dell’Africa sub-sahariana. Il progetto è sviluppato e gestito dallo Juventus Club Doc Scirea Chakama con il supporto e il riconoscimento ufficiale del Ministero dello Sport e della Federazione Gioco Calcio del Kenya.

Con questa nuova realtà, si vuole dare una grande opportunità a tutti quei ragazzi e giovani che sono disposti a credere nell’attività sportiva e in una proposta educativa, allo scopo di offrire un supporto e un esempio per uno sport sempre molto amato nel continente africano. La scuola di Nairobi è la prima all’interno di un progetto più vasto che prevede l’apertura di ulteriori due sedi, nelle città di Mombasa e Nakuru, con l’obiettivo finale di arrivare ad avere 12 scuole in tutto il territorio keniota entro il 2020.

Anche una antagonista della Juventus vede nel Kenya un futuro per i giovani e, grazie anche alla naturale predisposizione ad andare all’estero, l’Inter (con la delegazione Inter Forever) dopo la fine del presente campionato andrà a disputare una serie di amichevoli. Gli appuntamenti che attendono i nerazzurri saranno molto probabilmente con la Nazionale del Kenya, gli Harambee Stars, e probabilmente con altri club locali nel Paese.

Alle televisioni locali, un raggiante Sam Nyamwea, attuale presidente della Federazione Keniana di calcio, ha annunciato che negli ultimi due anni sono stati fatti enormi passi verso lo sviluppo del calcio giovanile nel paese, affermando che questo dimostra la fiducia della Federazione Italiana Giuoco Calcio verso il calcio del Kenya e porterà tanto entusiasmo in tutto il Paese.

I giorni sono trascorsi, le persone incontrate una moltitudine ed è all’imbarco del volo di ritorno che vedo uno schermo su cui scorrono alcune immagini senza audio di calcio, con dei giovani bianchi che giocano contro una squadra di soli ragazzi di colore Sotto alcune scritte in sovrimpressione scorrono recitando:

Under 18 Gor Mahia – Under 18 Lega Pro 1 – 3 Goals: 10′ Dell’Ovo (I), 63′ Zottino (I), 66′ st Zottino (I), 78′ st Nyakeya (GM);

Under 20 Kenya – Under 18 Lega Pro 3-3 Goals: 9′ Moreo (I), 20′ Zottino (penalty) (I), 40′ Kingatua (K), 49′ Wanyonyi (K), 54’ Moreo (I), 60′ Kingatua (K).

Bravi a tutti i ragazzi e grazie per l’esperienza indimenticabile.

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Luca Pierotti

Luca Pierotti nasce nel 1974 da Marco e Mirella. Consegue la Laurea in Scienze Politiche, indirizzo internazionale. Ama la musica, andare in moto e giocare a calcio con gli amici. Sposato con Delia, hanno cinque figli. Vive a Milano.