Per assistere al ritiro di Miroslav Klose dovremo ancora aspettare: lo assicura il panzer tedesco dalle colonne della rivista francese So Foot. “Nel momento in cui deciderò di non giocare più a calcio mi prenderò un bel bicchiere di birra o di vino per fermarmi a pensare a quello che ho fatto. Ma non sono ancora finito, ho solo deciso di non allenare quel vecchio cadavere del mio corpo con la nazionale tedesca“.
Il contratto dell’attaccante con la Lazio si è rinnovato automaticamente a seguito del numero di presenze registrate in stagione: tuttavia Klose si lascia andare a un paragone con il calcio ai tempi dei suoi esordi. “Ho iniziato a giocare al Kaiserslautern. Quando ci allenavamo e i più anziani tiravano alto o fuori, io dovevo andare a cercare i palloni, raccoglierli e, alla fine, riportarli nello spogliatoio. Oggi il calciatore non impara a fare le piccole cose che erano importanti per me. Quando facevo un tunnel a un giocatore più anziano mi malmenava al punto che avevo quasi un velo nero davanti ai miei occhi (ride, ndr). È tutto finito. Piuttosto sentiamo cose come: ‘fermati, è costato 20 milioni, si deve stare attenti. Quando i giocatori di 17-18 anni si allenano con i professionisti o viaggiano con loro, dormono nei migliori alberghi, mangiano il cibo più delizioso, sono trasportati in autobus, in treno o in aereo. E tutto va liscio. Devono saper tenere i piedi per terra ed essere responsabili e non tutti lo sono“.
Klose ha poi raccontato della decisione di ritirarsi dalla Nazionale tedesca: “Ho preso una barca per andare a pesca e sono rimasto da solo. Ho pensato al mio numero di partite giocate con la Germania, ossia 137. La somma dei singoli numeri fa 11, il mio numero di maglia. Appena ci ho pensato ed ho capito sono andato a comunicarlo al mio allenatore. Sa che non tornerò indietro nella mia decisione, non l’ho mai fatto“.









