Ora basta: è davvero arrivato il momento di introdurre la tecnologia in campo in Serie A. Almeno per quanto riguarda i gol fantasma, il gol-non gol come va di moda chiamarlo oggi.
Ai mondiali in Brasile la goal line technology c’era, ma del Brasile per il momento si è importata solo la bomboletta spray per segnare la distanza della barriera. Già qualcosa, per l’amor di Dio. Eppure non basta. Nel 2013 si sono introdotti i “giudici di linea”, dopo che in Milan-Juventus del lontano Febbraio 2012 la terna arbitrale non aveva convalidato un gol fantasma palese a Muntari e poi sappiamo com’è finita, tra polemiche e lamentele e bla bla bla…
Ora sia chiaro: l’errore umano ci può stare, “Errare è umano…“, ma è perseverare che è diabolico. Altro episodio era successo tra Milan e Udinese: colpo di testa di Rami e la palla sembra non entrare completamente, ma per 2/3 abbondanti. Gol non dato. Lo stesso episodio è successo in Udinese-Roma: stessa situazione, la palla sul colpo di testa di Astori entra tanto quanto quella di Rami ma in questo caso l’arbitro (seppure il giudice di linea non aveva dato il gol) si assume la responsabilità e fischia l’1-0, che sarà poi il risultato definitivo, per la Roma. Nel post partita si vedrà che il giudice di linea aveva ragione ma l’arbitro ha fatto di testa sua. Il caso più recente (ieri) è quello di Sampdoria-Palermo e il gol (perchè era gol) di Morganella. La palla era entrata tutta, ad una velocità abbastanza elevata, ed il giudice di linea non ha visto. Senza voler accusare nessuno, però questa è la goccia che fa traboccare il vaso. I giudici di linea sono stati introdotti col preciso scopo di regolare i gol fantasma, ma l’occhio umano non può nulla contro la velocità che a volte raggiungono i palloni calciati dai giocatori, ed è per questo che bisogna introdurre la tecnologia in Serie A, almeno per quanto riguarda i gol-non gol e togliere ogni dubbio. Serve anche per evitare incomprensioni tra arbitri e collaboratori (vedi Udinese-Roma).
In Inghilterra (decisamente più avanti mentalmente e tecnologicamente rispetto a noi) l’arbitro ha al polso un orologio che in caso di gol fantasma ci impiega 1 secondo a far apparire la scritta sullo schermo GOAL, oppure NO GOAL. C’è bisogno di altro?
Tavecchio si è detto disposto a introdurre la tecnologia (forse anche per ripagare della gaffe riguardo i giocatori di colore in una delle prime conferenze da lui tenute ad inizio del suo mandato), perciò perchè non provare? Basta così poco…









