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PARMA – Adesso il futuro fa paura

PARMA – Adesso il futuro fa paura

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Stipendi, in casa Parma è l’unica parola a contare davvero. Non tanto per esigenze economiche dei calciatori, che, parliamoci chiaro, sono stati fin troppo bravi a non adire le vie legali, quanto per evitare un futuro funesto.

La partita con l’Udinese, rinviata perché non ci sono soldi per l’impianto e per garantire la sicurezza dei tifosi, è solo l’ultima delle storie incredibili che ruota attorno agli emiliani. Adesso c’è la puzza del fallimento a coprire ogni altra sensazione. 

Ma a fallire non sarà soltanto il Parma, ma un sistema calcio, troppo confuso, che fa da specchio ad un sistema paese altrettanto nebuloso.

Il campionato risulta peraltro, in tutto questo marasma, falsato. C’è chi ha giocato contro una squadra sana e affamata, reduce dal miglior campionato della sua storia recente, e chi, nello stesso girone, ha affrontato lo spettro di quella corazzata.

Nell’iniziale silenzio di Lega e istituzioni, il club emiliano è stato venduto e svenduto, senza garanzie, a cordate di dubbia provenienza, ora lo spettro è la categoria dilettanti. I tifosi del Parma non ce ne vorranno, ma per evitare di finire a giocare su campi molto meno nobili, ci vorrà un miracolo, per ora è cambiata la proprietà, la musica rimane la stesa.

In ultima analisi, ci sono loro, i tifosi. Prima il caso Parmalat, li ha visti derubati della loro passione, ora, ci risiamo. Nessuno si sbilancia per paura di prenderci, ma li, di fallimenti ne hanno memoria. Ancora una volta il loro diritto al tifo è stato vilipeso e offeso da giochi economici, da bugie di chi li ha sedotti e abbandonati. Noi speriamo che la situazione si aggiusti, ma in questo contesto, pare davvero un impresa difficile.

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Gianmarco Blasi

Giornalista, giurista, appassionato di calcio e ciclismo, lucano al 100%.