Il sottoclou di Blandamura vs Soro regala tante sorprese agli spettatori del Principe, sazi dopo una scorpacciata di boxe. Sul ring, però, non sempre sono stati i beniamini di casa ad avere la meglio. Vediamo insieme i risultati.
Andrea Scarpa vs Emanuele De Prophetis
Partiamo dall’incontro più importante tra quelli in secondo piano. In molte manifestazioni sportive, questo match sarebbe potuto benissimo essere il clou della serata. A posteriori, è meglio che non lo sia stato. In palio c’è il titolo italiano dei superleggeri: la presentazione è sfarzosa, come si deve ad una sfida per la cintura iridata. Ad accompagnare il campione in carica Andrea Scarpa c’è anche il rapper Mondo Marcio, venuto a sostenere il torinese d’origine foggiana. Il pugliese, alla vigilia, si era detto molto concentrato per affrontare lo sfidante, l’esperto Emanuele De Prophetis (16-7-0). A nulla vale il prolungato riscaldamento dell’aspirante al titolo perchè, quando i pugili entrano sul ring, c’è ben poco da vedere. Scarpa (18-2-0) comincia subito bene: nemmeno il tempo di sudare nella calda notte meneghina e si conferma campione. Alla prima ripresa, infatti, risulta fatale una combinazione chiusa da un gancio destro del campione in carica, che manda al tappeto De Prophetis.
Maxim Prodan vs Silvije Kebet
Continua a stupire Maxim Prodan (2-0). Al suo secondo match da professionista, sempre nella cornice del Principe, l’ucraino dimostra di avere margini di miglioramento notevoli. Impressionante la potenza che questo ragazzo ha nelle braccia, che non ha caso ha fruttato due ko su due. Il rivale croato, Silvije Kebet (0-2), già al secondo round va due volte in ginocchio, dopo esser stato colpito al corpo. Il Ko arriva alla seguente ripresa: il mancino al fegato spezza il fiato del croato, che non riesce a proseguire.
Konrad Dąbrowski vs Lukas Leskovic
Lukas Leskovic, dopo aver rovinato il debutto di Kebet, si presenta con 2 vittorie e 4 sconfitte. Il giovane polacco, classe ’94, è più giovane di due anni del rivale, ma ha uno score di 6 vittorie ed una sola sconfitta. Il croato cerca di mettere a frutto la maggior esperienza in un match sostanzialmente equilibrato, senza colpi eclatanti ma gestito bene da Dąbrowski. Vince il polacco ai punti dopo 6 round
Matteo Rondena vs Martin Martinjak
Matteo Rondena si presenta nella sua seconda casa, il Pricipe di Milano, con 4 vittorie e zero sconfitte, di cui solo una non per ko. Il Croato entra con Highway to hell come colonna sonora, e il suo record (4-13-2) porterebbe a pensare che sia lui a dover immaginare la passerella come un’autostrada verso gli inferi. E sembrerebbe essere così: dopo un inizio timido, ma comunque in sostanziale controllo, nel terzo round Rondena sferra un bel colpo d’incontro, e sembra dover chiudere la pratica da un momento all’altro. La maggior esperienza di Martinjak, però, limita i danni e riesce a farlo arrivare al gong. Alla quarta ripresa inizia meglio il croato e, passati solo 20 secondi, Matteo Rondena deve abbandonare per una ferita sotto l’occhio.
È il pugile italiano ad imboccare l’autostrada verso l’inferno, con la prima, sfortunata sconfitta che servirà ad aumentare il suo bagaglio d’esperienza.
Infine, nel match Grandelli vs Calì ha vinto il primo ai punti. Il match però non era valido per il campionato italiano neo pro.













