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INTER – Scatta il Mancini-Bis: ”Pronto per un’altra grande storia. Kovacic? Può diventare un campione”

INTER – Scatta il Mancini-Bis: ”Pronto per un’altra grande storia. Kovacic? Può diventare un campione”

Presentazione Mancini

È scattata alle ore 14:13 la seconda avventura nerazzurra di Roberto Mancini, quando il tecnico di Jesi ha messo piede nella sala stampa di Appiano Gentile accompagnato da Fassone, Ausilio e Bolingbroke. Proprio l’ex dirigente dello United si occupa della presentazione del nuovo tecnico e dei ringraziamenti di rito nei confronti di Walter Mazzarri.

Poi comincia lo show del Mancio che mostra alla gremitissima sala stampa una maglietta nerazzurra con il numero 226, il totale delle sue presenze sulla panchina dell’Inter; inoltre la somma delle 3 cifre (separate da 3 ”+”) dà 10, il numero per eccellenza di RM. L’ex tecnico del Galatasaray chiarisce subito come si è arrivati a questo nuovo matrimonio: ‘‘Sono stato contattato giovedì sera e mi è stato illustrato il progetto che mi ha convinto molto. Sono convinto che potrà essere un’altra grande storia. Non avrei mai pensato di tornare all’Inter, ma sono felice della mia scelta e dell’entusiasmo dei tifosi”. Già, entusiasmo un’espressione che ricorre spesso ad Appiano in queste ore e che per Mancini dev’essere alla base del nuovo progetto: ‘Non ho la bacchetta magica, però l’entusiasmo che si respira è fondamentale per riportare i tifosi allo stadio ma se serviranno anche delle vittorie”.
In tanti gli hanno chiesto del paragone tra le sue due esperienze nerazzurre ma con la solita classe Mancini non ha voluto sbilanciarsi: ”Non posso fare un paragone perché non conosco bene tutti i giocatori a mia disposizione, così come non posso parlare di mercato. Come farò giocare la difesa? Non ho alcun problema con la difesa a 3, anche perché l’ho sempre provata in tutte le squadre che ho allenato. Sceglierò la soluzione migliore parlando con i giocatori”.
Pur non dando un giudizio complessivo sulla squadra, il tecnico di Jesi ha comunque espresso la propria opinione su alcuni singoli come Kovacic, vecchio pupillo del Mancio, Vidic e Guarin: ”Kovacic ha grandissime qualità e va capita un po’ di discontinuità vista la giovane età; può diventare un campione.Vidic ha avuto delle normalissime difficoltà legate al cambio di campionato, dopo tanti anni di Premier è normale faticare in Serie A, è capitato a tutti anche a Platini. Guarin secondo me è un grande giocatore e credo possa essere importantissimo”.
Stupisce la praticità con cui liquida una domanda su Calciopoli e sulle recenti dispute tra Inter e Juventus (‘‘Bisogna pensare solo al campo per migliorare il livello del nostro calcio”), ma proprio questa voglia di lavorare fin da subito sembra il diktat del nuovo corso Mancini.
Non poteva mancare una domanda su  Moratti e Thoir, i due presidenti che in comune per ora hanno solo il fatto di aver voluto Mancini sulla panchina nerazzurra: ‘‘Moratti l’ho sentito al telefono e sono contento che sia felice del mio arrivo; lui rappresenta la storia dell’Inter e posso solo ringraziarlo per avermi portato qui 10 anni fa. Ringrazio Thoir per avermi voluto riportare a Milano, l’ho sentito al telefono ed era dispiaciuto per Mazzarri. Mi è sembrato una persona per bene interessata ad avere successo con l’Inter. Il lavoro mio e di tutto lo staff dovrà essere quello di accontentarlo”. Infine l’ex City si è espresso con la consueta aplomb anche su due argomenti più scomodi come Mazzarri e Balotelli, nome fortemente legato alla figura del tecnico: Mazzarri è un ottimo allenatore e mi dispiace per lui, ha fatto bene ovunque andato; in questi casi non è sempre colpa dell’allenatore. Balotelli? Ha una grandissima chance a Liverpool, in uno dei club più importanti d’Inghilterra. Deve sfruttarla”.

Questi dunque i tratti più salienti della prima conferenza del Mancini-Bis con il tecnico determinato ad intraprendere la nuova sfida con la massima serietà; la sua Inter ha sicuramente dei limiti di rosa ma viene difficile pensare che abbia accettato questo incarico solo per tornare su una panchina comunque prestigiosa: il Mancio vuole vincere, come ha sempre fatto, ovunque è andato. Di certo l’esordio sarà dei peggiori con il derby del 23 novembre e la sfida dell’Olimpico contro la Roma della settimana successiva intervallate dal match di Europa league contro il Dnipro, già un esame importante per la nuova inter.

Presentazione Mancini
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Pietro Ruffelli

Ho 20 anni e studio scienze politiche. Vivo a Milano da sempre e da sempre amo lo sport in tutte le sue forme. Ma il cricket proprio non lo capisco