In acqua il protagonista era (e lo sarà, maggiormente domenica) un sogno, lo stesso condiviso da Padova e Imperia: le padrone di casa per agguantare il risultato e tornare a sperare, le seconde per porre il calco indelebile sul titolo 2013/14.
La cronoaca della partita è molto breve: fondamentalmente sono scese in campo soltanto le patavine.
3-0 al primo parziale e distacco invariato all’intervallo. Klassen fa il fenomeno e le liguri non riescono ad arginarla; dall’altro lato Casanova viene ingabbiata, Carrega non sembra possedere il tocco magico dell’andata e Emmolo predica un po’ nel deserto.
Venete che arrivano anche a +5 ma le imperiese non mollano e accorciano.
Lo strappo decisivo arriva al terzo quarto,con un 2-0 fulminante, e ancora nell’ultimo tempo il risultato, 9-3, diventa pesantissimo. Stieber, grande assente nel gioco giallorosso, firma il gol che rende meno amaro il passivo.
Sarebbe riduttivo presentare la grandissima prestazione del Plebiscito Padova quale figlia delle giocate di due atlete: il portiere Teani è stata attentissima eseguendo al meglio il proprio operato; Martina Savioli non ha brillato ma attirava su di sè tutte le attenzioni della squadra ospite.
Il tabellino, però, parla chiaro: 9-4 finale con cinquina per Klassen e poker di Barzon, i due grimaldelli che avevano suonato la riscossa nel match d’andata ma che erano mancate nei primi tre tempi.
Domenica alle 20.30 alla Felice Cascione di Imperia la partita che vale il sogno: il primo titolo della storia per la società che trionferà.









