Olympiakos Juventus Champions League
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Per quanto Allegri cerchi di smorzare le tensioni della vigilia, è chiaro che la partita è già un crocevia per la qualificazione in un girone non insormontabile: i giocatori lo sanno e partono contratti. L’Olympiakos tiene fede alla sua fama di avversario ostico ma tecnicamente alla portata, eppure i bianconeri superano la metà campo solo sporadicamente e al 7′ Buffon deve già metterci il guantone per impedire alla punizione di Dominguez di insaccarsi. La Juventus prende lentamente le misure agli avversari, ma la giornata no del centrocampo è evidente: Pogba è troppo lezioso, Vidal privo di verve e Pirlo conferma lo scadente stato di forma palesato contro il Sassuolo. Eppure al 13′ Tevez va in rete con un colpo di testa a porta vuota sugli sviluppi di un corner dalla destra, ma il guardalinee segnala un fuorigioco che c’è: è un fuoco di paglia e i greci tornano a farsi avanti sospinti dal pubblico amico. Dominguez è chiaramente il più ispirato dei suoi, dimostra buona tecnica individuale ma sopratutto una brillantezza atletica sconosciuta ai giocatori della Juve: al 27′ si inventa una giocata da applausi e pesca una meravigliosa girata volante di sinistro che mette i brividi a Buffon. L’appuntamento col gol è solo rimandato di qualche minuto: palla persa malamente a centrocampo, Dominguez avanza e serve Mitroglou sulla sinistra, il bomber della Nazionale ellenica trova al limite dell’area l’accorrente Kasami. Il piatto sinistro dell’ex Palermo è chirurgico e si insacca a fil di palo: l’Olympiakos è in vantaggio, e il risultato non fa una piega.
La Juve si scuote, ma la reazione è più di nervi che di testa e, a parte un mischione furibondo a pochi metri dalla linea di porta avversaria, lascia pressoché disoccupato il portiere Roberto.
La ripresa inizia sulla falsariga del primo tempo e sembra di vedere la Juventus europea della scorsa stagione: impacciata, timida e senza idee. Allegri si limita al cambio scolastico, togliendo il peggior Pirlo mai visto da 10 anni e inserendo Marchisio, ma tarda troppo ad attuare i correttivi adeguati. L’Olympiakos sfiora il raddoppio con Kasami, che sbuccia il passaggio di Dominguez e manda la palla a lato di millimetri. Il baricentro della gara si sposta però progressivamente nella metà campo greca, più per la forza della disperazione che per un preciso disegno tattico: il portiere dei padroni di casa decide quindi di inaugurare il suo personalissimo one man show e sfodera la prima prodezza su una bella girata in area di Morata, per distacco il migliore dei suoi. I padroni di casa calano e si limitano a difendere, ma è sempre Roberto a blindare i tre punti: strepitoso il riflesso sulla botta ravvicinata di Tevez, ma è la parata su Morata a 10′ dal termine a prenotare migliaia di visualizzazioni su YouTube. L’estremo difensore dell’Olympiakos è fortunato perchè la palla sbatte anche sulla traversa, ma ad Atene nessuno sembra curarsene troppo.
Allegri prova la carta della disperazione con un fumoso Giovinco, che si fa notare solo per una punizione dal limite calciata malissimo e per un corner sprecato cercando un’improbabile battuta corta: il triplice fischio sa di beffa, ma dopo prestazioni così, in Europa, non si va da nessuna parte.
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