Mondiali volley 2014 Serbia-Italia: brutta sconfitta per gli azzurri, che lottano con i serbi ma alla fine soccombono sotto i colpi di Kovacevic e compagni.
Mondiali volley 2014 Serbia-Italia
L’Italia di Mauro Berruto raggiunge con fatica la seconda fase dei Mondiali 2014 in Polonia e, per altro, dovrà affrontare le prossime gare senza Ivan Zaytsev, tornato a Roma per recuperare dall’infortunio alla caviglia destra. Senza il suo Zar, la nazionale italiana è chiamata a fare il salto di qualità e tirare fuori l’orgoglio, perché i punti sono pochi e, per avere una minima speranza di poter accedere alla terza fase, non sono ammessi passi falsi. Dall’altra parte della rete, la Serbia non è una squadra facile da battere: solida, incisiva in attacco, con giocatori in grado di fare la differenza. Uno su tutti, Aleksandar Atanasijevic, il pericolo numero uno per muro e difesa azzurra.
L’Italia scende in campo con Dragan Travica in regia, Luca Vettori opposto, Simone Parodi e Jiri Kovar in banda, Simone Buti e capitan Birarelli al centro, Colaci e Rossini come liberi.
Bruttissimo avvio per gli azzurri: mancano certezze e tranquillità. Vettori non riesce a mettere giù il pallone, anche a causa dell’ottima difesa avversaria, e un malinteso su una free ball mostra quanta tensione ci sia tra gli azzurri. Ottima partenza invece delle Serbia, molto attenta e ordinata, con Atanasijevic che mette a terra palloni determinanti. Kovacevic, nonostante la sofferenza in ricezione, sta facendo quello che vuole a rete, con colpi sempre diversi e insidiosi. Continuano ad esserci incomprensioni nel campo dell‘Italia, mentre la Serbia gioca bene e diverte. E’ un muro imperioso di Marko Podrascanin a chiudere il primo parziale 25-19.
Berruto riparte con lo stesso sestetto. Questa volta l’avvio si gioca sull’equilibrio, ma è di nuovo la Serbia ad allungare, grazie a un Marko Podrascanin che a muro fa la voce grossa e impedisce agli schiacciatori azzurri di giocare in tranquillità. Kovacevic è un giocatore fenomenale e quest’oggi è incontenibile. Il blackout dell’Italia continua, ma i serbi sono fallosi al servizio e ci tengono comunque a galla. Il risveglio degli azzurri riparte dal muro: prima Buti riesce a stampare il centrale avversario, poi Kovar non fa passare Nikic. In questo modo, l’Italia riesce a pareggiare il conto e la Serbia è costretta a chiedere time out. Atanasijevic, però, trascina i suoi compagni nuovamente sul +2. Kovacevic soffre ancora in ricezione sulla battuta di Birarelli e l’Italia si porta sul 24 pari. Finale tirato, ma alla fine Aleksandar Atanasijevic mette giù il punto del 29-27.
Inizia male l’Italia: un errore al servizio e una stampata di Podrascanin, che sale a quota 5 muri in questa partita. La Serbia sembra scappare di nuovo, ma gli azzurri restano sempre aggrappati con le unghie al match. Gli errori continuano ad essere molti, ma in difesa ora siamo più ordinati e attenti. Cambio per gli azzurri: entra Filippo Lanza per Parodi. Ancora un finale punto, con errori da entrambe le parti. Con un muro su Kovar, la Serbia chiude i conti sul 25-23.
Nulla da fare per l’Italia, ormai quasi sicura dell’eliminazione. Manca solo l’aritmetica, ma non si può certo sperare in un altro colpo di fortuna. Una squadra spenta, senza grinta, senza voglia, senza cuore.
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