Non si placa la tempesta intorno a Claudio Lotito: le telefonate con Iodice avrebbero incastrato il patron biancoceleste, reo di avere un “bancomat segreto” da cui inviava grosse quantità di denaro verso gli amici più stretti.
Il famoso “bancomat” lo chiamano Fondazione, ma in realtà così non è: è il mezzo attraverso cui i “soliti noti” riescono a comprare il consenso dei presidenti delle squadre più piccole. Comunicando con Iodice sono emerse queste parole: “Serve una manciata di voti in Lega Pro per salvare il presidente sull’orlo del burrone? E che problema c’è?, “famo un’anticipazione di cassa sui progetti della Fondazione” e il gioco è fatto”.
Tutto viene agevolato dalla famosa legge Melandri del 2008, che stabiliva: la Lega di Serie A devolva “una quota delle risorse economiche e finanziarie derivanti dalla commercializzazione dei diritti tv allo sviluppo dei settori giovanili delle società professionistiche, al sostegno degli investimenti per la sicurezza, anche infrastrutturale, degli impianti sportivi, e al finanziamento di almeno due progetti per anno finalizzati a sostenere discipline sportive diverse da quelle calcistiche”.
Ma questo meccanismo pare aver assunto una piega sbagliata: milioni distribuiti a pioggia, soprattutto agli amici e alla faccia della leggei: ecco come funziona il meccanismo deviato della mutualità, percepito dalla telefonata Lotito-Iodice.









