La Lega Calcio salva il Parma: manca ancora l’ufficialità, ma l’assemblea si è conclusa da pochi minuti con un’importantissima fumata bianca. La decisione presa è stata quella di utilizzare il fondo multe della Lega, che consentirebbe di raggranellare circa 5 milioni di euro: questa cifra sarà poi girata al curatore fallimentare dopo che sarà stato decretato il fallimento della società ducale e sia stato concesso l’esercizio provvisorio (che consentirebbe il temporaneo mantenimento del titolo sportivo).
Tutto questo a una condizione: i giocatori devono scendere in campo da qui al 19 marzo (contro Atalanta e Sassuolo), giorno in cui ci sarà l’udienza fallimentare.
La votazione effettuata in assemblea ha evidenziato 16 voti favorevoli, 3 astensioni (Napoli, Sassuolo e Sampdoria) e soltanto uno contrario: si è infatti opposto il presidente del Cesena Lugaresi, che da tempo aveva manifestato la sua volontà di non supportare il club dopo la sua scriteriata gestione economica: “Bisogna verificare le condizioni perché le regole vengano rispettate. Solo allora si può mettere mano al portafoglio. La lettera di Sky me l’aspettavo, la condivido nei contenuti. Campionato falsato? Lo è già. Lucarelli ci ha offeso, noi abbiamo valori. Forse crede che i dirigenti siano come quelli che ha avuto lui. Non immaginavamo questi problemi“. Anche il presidente del Genoa Enrico Preziosi non ha parole tenere: “Non mi fido di Manenti, in Lega Serie A aveva detto che avrebbe sistemato le cose nel giro di due o tre giorni, ma ne sono passati più di 15. È inaffidabile, non lo voglio qua“.
Nel frattempo Carlo Tavecchio, presidente di Lega, è già in viaggio verso Parma, dove dovrà convincere il sindaco, i giocatori e la società ad accettare le condizioni dettate in assemblea: “Adesso con il direttore generale della Lega, Brunelli, andiamo a Parma a incontrare il sindaco e i calciatori con delle proposte da fare che ritengo ragionevoli“. A Collecchio tuttavia la situazione non è certo tranquilla: stamattina c’è stato un blitz della Guardia di Finanza, che si è premurata di raccogliere i libri contabili e altri documenti del club. Anche il direttore generale dei ducali, Pietro Leonardi, è stato iscritto nel registro degli indagati per bancarotta fraudolenta, insieme all’ex presidente Tommaso Ghirardi.









