E’ lui l’uomo partita: Alvaro Morata. Il giovane talento bianconero parla del suo futuro e della rete che si è rivelata una sentenza: la Juventus è in finale di Champions League ed il 6 giungo affronterà a Berlino il Barcellona di Leo Messi.
Al termine della gara Morata ha confessato: “Quando sono uscito dagli spogliatoi, mi sono detto ‘lascia stare gli amici, lascia stare tutto’. Era strano per me, guardavo l’altro spogliatoio e vedevo amici. Non ho neanche esultato e non lo farei altre mille volte. Ma sono un giocatore della Juve e ho fatto solo il mio lavoro“.
Le vie del calcio sono infinite ed alcune prevedono un suo ritorno in maglia merengue tra qualche anno, se non subito: “Non posso pensare al futuro adesso che ho due finali da giocare“.
E’ un ragazzino, ma ha carattere. Come se avesse aspettato questo momento per far vedere di che pasta è fatto, che lui non è nato per stare in panchina. E adesso, alla Juventus, è tutta un’altra storia.
Il Bernabeu all’inizio lo aveva salutato calorosamente ed applaudito, sul finale lo ha fischiato. E’ stato lui ha togliere la finale al Real Madrid: “Non posso piacere a tutti, io ho sempre fatto tutto con il massimo rispetto. Quando uno fa gol in un contesto così e non esulta qualcosa vuol dire…Negli spogliatoi ho cantato anche io, dopo 12 anni siamo di nuovo là. Possiamo sognare. Il Barcellona? Loro sono i fra i migliori al mondo, ma possiamo farcela, con umiltà“.









