Marcello Lippi è stato l’ultimo allenatore della Juventus a portare la squadra in semifinale di Champions League, perdendo poi la finale ai rigori nello storico derby italico contro il Milan all’Old Trafford di Manchester.
L’ex ct della Nazionale è sicuramente contento dell’impresa dei bianconeri: “La prima impressione è che la Juve ha completato definitivamente, o quasi, la sua crescita internazionale. E bisogna tornare indietro, all’era di Antonio Conte: i suoi tre anni, con altrettanti scudetti conquistati, hanno riportato la Signora ai vertici nazionali. E in qualche modo, riabituato la squadra a livello internazionale“.
Per quanto riguarda Massimiliano Allegri: “Beh, ha fatto un ottimo lavoro, con 3-4 grandi prestazioni a livello europeo. Mi riferisco alle due con l’Atletico, con sconfitta immeritata al Calderon, e poi le due vittorie col Dortmund. E proprio contro il Borussia c’è stato il salto di qualità a livello mentale in Europa“.
Sullo 0-0 di Montecarlo: “Allegri ha saputo gestire al meglio le difficoltà contro il Monaco, visto che aveva giocatori importanti non al meglio delle condizioni: mi riferisco a Tevez e Morata, nemmeno Pirlo era al top. E senza dimenticare che mancava Pogba. Non è stata una grande prestazione, però contava solo il risultato“.
Il punto fondamentale adesso è: quale squadra augurarsi? Lippi risponde: “Una vale l’altra, visto che Real, Barça e Bayern sono le tre squadre più forti del mondo. La Juve dovrà avere una grandissima compattezza e una difesa eccezionale. A cominciare dal pressing che dovranno attuare gli attaccanti. La squadra deve essere consapevole delle proprie qualità. E giocarsela fino all’ultimo respiro: la finale? È possibile“.









