La redazione di LoSport24.com ha contattato Marcello Matano per un’intervista esclusiva, nella quale abbiamo parlato della recente vittoria e delle sue ambizioni. Il pugile è nato a Ferrara il 23 giugno 1986, ha un record personale di 14 vittorie(4 per KO) zero pareggi ed 1 sconfitta. Lo scorso 7 febbraio Matano si è laureato campione intercontinentale dei pesi SuperWelter, sconfiggendo ai punti Jussi Koivula.
Come hai iniziato? Il tuo primo ricordo con i guantoni?
“Ho iniziato tardi, all’età di 18 anni. Diciamo che inizialmente per me era come uno sfogo per un periodo brutto, per staccare la spina. Sono cresciuto in una palestra dove non c’erano altri pugili, dove nessuno combatteva. Il mio allenatore è diventato tale quando ho iniziato ad essere pugile. Quindi tutto quello che abbiamo costruito lo abbiamo fatto da zero e insieme. Dopo di che ho provato a combattere e vincevo sempre. Da li è nata la passione, mi sono lasciato prendere perchè ho visto che ero portato. Ho iniziato a combattere a 20 anni e in poco tempo sono riuscito a vincere 3 volte i regionali“.
Il momento più emozionante della tua carriera fin ora?
“Ho avuto tanti momenti emozionanti. Diciamo che uno dei momenti più emozionanti è stato il mio primo titolo italiano: rappresentava il mio primo sogno, il mio primo obiettivo, quindi l’emozione che ho provato è stata grandissima. La stessa cosa l’ho provata per il titolo intercontinentale, nel quale tutti mi davano per sfavorito. Dicevano tutti che non avevo possibilità, addirittura il mio avversario ha dichiarato in conferenza stampa che non avrei avuto chance con lui. Sapevo che lui era un pugile di alto livello, aveva combattuto con la nazionale finlandese e aveva partecipato alle olimpiadi. Aveva vinto 17 match su 18 ed io soprattutto ero reduce da una sconfitta. Considerando il tutto, questo traguardo è stato molto emozionante. Lui mi aveva sottovalutato e io, invece, avevo una gran voglia di rivalsa, di rialzarmi dopo una sconfitta.”
Quali sono i tuoi programmi per il futuro dentro e fuori il ring?
“Avrò una difesa dell’intercontinentale verso maggio. Adesso tenterò di prepararmi e migliorarmi sempre di più, già in questo combattimento ho dimostrato tantissimo dal match precedente. Ho sistemato tantissime cose: ho aumentato la potenza e la difesa. Comunque prima di parlare di un mondiale dobbiamo ancora lavorare. Probabilmente si potrebbe tentare la strada di un europeo.”
Come si arriva ad un match come quello contro Koivula così preparati?
“Ho fatto due mesi ad allenarmi mattina e sera, senza pause la domenica, Natale e Capodanno. Ho lavorato duramente per raggiungere questo obiettivo. Durante l’incontro sono riusciuto a piazzare degli ottimi colpi al corpo, infatti il match è stato vinto nelle prime riprese perchè lui ha accusato i miei colpi. Lui non riusciva più a boxare in linea, perchè i miei colpi erano pesanti. Koivula ha cercato di arrivare in fondo al match, perchè ha visto la sconfitta già da metà incontro. Questa vittoria è importate perchè non mi sono abbattuto, dopo il KO nello scorso match, sono riuscito a dimostrare che è stato sono un errore di distrazione.”
Nei due round iniziali hai avuto difficoltà, cosa ti ha permesso di credere nella vittoria?
“Ho creduto fin da subito nella vittoria. Io la tensione l’ho sentita molto prima del combattimento, poi avendoci dedicato molto tempo sono arrivato al match rilassato ed ero concentrato al 100% sul combattimento.”
Nella boxe conta spesso il motivo per cui sali sul ring, a chi dedichi questa vittoria?
“La vittoria va dedicata a molte persone, la prima persona è il mio allenatore che mi ha aiutato con la mia preparazione, abbiamo lavorato e sudato insieme. Poi alla mia ragazza e alla mia famiglia che mi sono stati vicino. Inoltre, un pensiero va anche al mio fisioterapista Stefano Barbieri, che mi ha messo a posto, e al mio preparatore atletico, che ha fatto un ottimo lavoro permettendomi di combattere al meglio.”
Augurandogli i migliori successi dentro e fuori dal ring, la redazione ringrazia Marcello Matano per la disponibilità e la simpatia mostrata nell’intervista. La riproduzione, anche solo parziale, deve avvenire previa citazione della fonte.
In collaborazione con: Simone Calice










