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ESCLUSIVA – Tomasello: “Al Milan serve una rivoluzione dirigenziale. Questa squadra è costruita male e gestita peggio”

ESCLUSIVA – Tomasello: “Al Milan serve una rivoluzione dirigenziale. Questa squadra è costruita male e gestita peggio”

milan baresi montella

La redazione di LoSport24.com ha contattato Fabrizio Tomasello, noto giornalista sportivo e grande conoscitore del mondo Milan, per parlare della crisi della squadra rossonera e dei colpi di mercato messi a segno da Galliani negli ultimi giorni.

Ciao Fabirizio, nonostante le ultime brutte sconfitte il Milan ha confermato Inzaghi, è la decisione giusta secondo te?

“Inzaghi è l’elemento finale di un prodotto mal riuscito. Questo Milan è costruito male e gestito peggio: non c’è un progetto di squadra – e il mercato lo conferma – e Inzaghi nonostante l’impegno e l’entusiasmo sta dimostrando tutti i suoi limiti, ampiamente preventivabili a inizio stagione. Al Milan si è presa questa pessima abitudine di puntare su allenatori inesperti: Leonardo, Seedorf e Inzaghi; come se a distanza di trent’anni si potessero ripetere i miracoli di Sacchi e Capello. Allora c’era una dirigenza sana, seria, presente e ambiziosa mentre ora è una società allo sbando”.

La Curva Sud ha contestato Galliani: ritieni che sia lui il principale colpevole delle difficoltà rossonere?

“Secondo me no, pur avendo commesso parecchi gravi errori come Torres, Essien o altri. L’Ad è costretto a fare mercato senza soldi e non è colpa sua. Era riuscito a prendere gente come Strootman, Benatia, Tevez, Nainggolan, Ljajic ma poi Berlusconi ha sempre bloccato tutto perché non voleva spendere.”

Qual è il limite maggiore di Galliani in sede di calciomercato?

“Galliani ha sempre fatto mercato solo con i top club, ma ora senza soldi non è una strategia che paga: rivolgersi a PSG, Real e Chelsea e pescare il jolly è molto difficile. Gli avanzi degli altri non diventeranno mai colonne portanti del Milan, ad esempio se Suso fosse un fenomeno il Liverpool non l’avrebbe lasciato partire gratis. Bisogna fare come il Palermo che va alla ricerca di talenti sconosciuti e oggi può vantare un tandem d’attacco composto da Vazquez e Dybala, due ottimi elementi. Il Milan deve fare un discorso serio ed onesto ai propri supporters e ripartire da zero, con un progetto giovani”.

A proposito di discorsi onesti, San Siro è sempre più deserto e anche nei forum si legge di tifosi arrabbiatissimi per l’ennesima stagione anonima. Cosa deve fare il Milan per risalire?

“Il tifoso del Milan si è disinnamorato! Probabilmente con onestà e un progetto serio, i sostenitori tornerebbero ad affezionarsi alla squadra e a seguirla, riempiendo lo stadio. Basta con i “siamo a posto così” e con i “la rosa è ultracompetitiva”. Servirebbe un nuovo DS, giovane e con voglia di fare, un profilo alla Sogliano per esempio. Bisogna voltare pagina e dimenticarsi dei fasti del passato: i Van Basten e i Gullit non possono più essere acquistati, ora si è costretti ad andare in treno e implorare a Destro di venire al Milan. Serve un rinnovamento societario con Berlusconi che deve decidere chi comanda tra Barbara e Galliani. I due si odiano e a pagarne le conseguenze sono i tifosi, la squadra ed i personaggi come Braida, che si è meritato le attenzioni del Barcellona”.

A proposito di Destro, apriamo il discorso calciomercato: come valuti il suo acquisto e gli altri calciatori arrivati in questa sessione invernale?

“Sinceramente sono sorpreso che Destro abbia accettato: arriva in una squadra allo sbando e con la consapevolezza – ci metto la mano sul fuoco – che il Milan non lo riscatterà. Forse ha la speranza di fare una valanga di gol e riportare il sereno a Milanello: ad oggi è un’ardua impresa. Per quanto riguarda gli altri, mi chiedo a cosa serva Bocchetti: un giocatore fermo da quasi due anni, che arriva in prestito per 6 mesi e che ne impiegherà 4 per avere una condizione accettabile. Una follia! Così come l’operazione Van Ginkel, si prendono giocatori da rimettere in piedi per poi restituirli ai legittimi proprietari”.

Eliminati ai quarti di Coppa Italia dalla Lazio e lontano dalla zona-Europa in Serie A, dove possono arrivare i rossoneri a fine stagione?

“La ritengo una squadra che può stare tra la 5’ e la 10’ posizione. Lo scorso anno ci si chiedeva se fosse meglio lottare per l’Europa League oppure avere la possibilità di preparare una partita a settimana, ma anche il vecchio detto “senza Europa si fa un grande campionato” è stato smentito, visto l’orrendo spettacolo che viene riproposto ogni domenica. Il futuro è un grosso punto di domanda, l’unica cosa certa è che deve cambiare qualcosa d’importante a livello dirigenziale, altrimenti si continuerà a vivacchiare in questo modo indegno!”.

La redazione di LoSport24.com ringrazia Fabrizio Tomasello per la simpatia e la disponibilità mostrata nel corso dell’intervista. La riproduzione, anche solo parziale, deve avvenire previa citazione della fonte.

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Nicolò Guandalini

22 anni, studente alla facoltà di Economia all'Università degli Studi di Ferrara. Provengo da Poggio Rusco, in provincia di Mantova e sono un grande tifoso del Milan e appassionatissimo di calcio.