Prossima ai 24 anni, ma già pronta da qualche anno a battagliare con le migliori del circuito di Sci Alpino. Lara Gut non ha ancora piazzato l’acuto (sempre se può non considerarsi un acuto la Coppa di Specialità di Super-G), ma ha già conquistato un bronzo olimpico, 20 podi in Coppa del Mondo, 4 medaglie ai Mondiali, tra cui 2 a Val d’Isere 2009, cioè a soli 17 anni.
Ecco l’intervista gentilmente concessa dalla sciatrice svizzera per metà italiana, tra una gara e l’altra degli ultimi appuntamenti della stagione di Coppa del Mondo.
La stagione non è ancora finita, ma pensi di aver fatto qualche passo indietro rispetto al 2014 fantastico in cui hai ottenuto ben 7 successi, la Coppa di Specialità di Super-G, il terzo posto della generale e il bronzo a Sochi?
Ogni stagione ha il suo corso, ci si prepara sempre al meglio e non sempre tutto va come previsto e sperato. Quest’anno ho faticato in Gigante, ho perso un po’ di fluidità e ho rincorso il gesto tecnico tutto l’inverno. Credo sia questo ciò che mi abbia condizionato notevolmente, ne è conseguita un po’ di insicurezza sugli sci e i risultati sono stati un po’ più altalenanti.
Non credo però che siano dei passi indietro, è una cosa da mettere a posto e soprattutto ho già la soluzione a portata di mano: allenamento!
Il tuo motto è “Stay Hungry”. Quanto ti ritieni “affamata” a soli 23 anni? Quali sono i tuoi più grandi obiettivi?
La mia più grande motivazione ed obiettivo è cercare di fare un passo avanti ogni giorno, credo che sia un grande stimolo per continuare a rimanere affamata. E per ora non é che abbia vinto sto granché.
In questa stagione, rispetto al 2014, è mancata una sciatrice dal grande talento come Maria Reisch, ma è tornata e alla grande Lindsey Vonn. Reputi la concorrenza di alto livello o c’è qualche sciatrice che è qualche passo davanti alle altre?
Non credo che questa stagione sia tanto diversa dalle altre, qualche anno fa si è ritirata la Paerson e il suo posto è stato colmato da altre. C’è sempre un gruppetto davanti che se la gioca un po’ in tutte le discipline e poi ci sono le altre che vanno forte, ma non sono così “habituées” al podio, alle medaglie e alle coppette come le ragazze citate prima.
E la Svizzera? Oltre a te, anche Wendy Holdener è riuscita a salire sul podio quest’anno a Kuehtai, mentre tra gli uomini Carlo Janka sembra stia ritrovando un’ottima condizione. E’ una fase di transizione, è comunque una stagione soddisfacente o si poteva fare di meglio?
Non credo che spetti a me tirare un bilancio della squadra svizzera e men che meno esprimere giudizi sugli altri atleti. Comunque cerchiamo tutti di fare del nostro meglio.
Qualche domanda più personale…
Sei nata a Sorengo e hai iniziato a sciare ad Airolo, due paesini del canton Ticino molto vicini all’Italia. Oltre al tuo ottimo parlato, quanto c’è di italiano in te? Hai qualche legame particolare?
Sono cresciuta a Comano, a Sorengo di per sé c’è solo l’ospedale dove sono nata. Mio nonno era del Lago d’Iseo e da lui ho ereditato la nazionalità italiana. Diciamo che sono svizzera con una bella fetta d’Italia in corpo.
Ho letto in un’altra intervista che ami leggere, libri cartacei e non digitali. Quanto tempo libero riesci ad avere soprattutto durante la Coppa del Mondo? Hai qualche altra passione?
Quest’anno non ero impegnata con la scuola, ho terminato l’anno scorso e sto ancora decidendo in che direzione proseguire con gli studi, perciò ho avuto di nuovo tempo di leggere altro rispetto libri di scuola. Adoro leggere e ho sempre un libro in valigia, il problema è che poi faccio fatica a lasciarlo e a fare altro (sorride ndr).
Mi piace tanto cucinare, ma per quello mi manca un po’ il tempo; quando però sono stanca, devo scaricare la tensione e sono a casa non c’è modo migliore per staccare la spina che mettersi in cucina a testare ricette.
Quanto è importante per te il legame con la famiglia?
La famiglia è la cosa più importante che ho oltre alla salute. Mi hanno sempre sostenuta e sono delle persone magnifiche, sempre pronte a dare una mano e inoltre sono una fonte d’energia incredibile.
E infine, anche se forse è la domanda più importante: qual’è il segreto del tuo sorriso?
Sempre la mia famiglia, ed un pensiero: si vive solo una volta!
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