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GOLF – Inverno magico per Branden Grace: dopo l’Alfred Dunhill in Sudafrica, conquista anche il Qatar Masters

GOLF – Inverno magico per Branden Grace: dopo l’Alfred Dunhill in Sudafrica, conquista anche il Qatar Masters

Non si ferma più Branden Grace, che solo un mese fa aveva alzato il quinto trofeo della carriera all’Alfred Dunhill Championship nella sua terra, in Sudafrica.
Questa settimana invece, il golfista di Pretoria ha conquistato il primo premio del Qatar Masters, circuito verde immerso nel deserto del piccolo emirato arabo. In un torneo che ha visto in passato vittorie di personaggi illustri come Ernie Els, Henrik Stenson, Adam Scott e per ultimo lo spagnolo Sergio Garcia, Branden Grace è riuscita a spuntarla proprio all’ultima buca, quando ormai sembravano inevitabili i play-off.
A farne le spese è stato lo scozzese Marc Warren, che era riuscito ad agganciare il sudafricano proprio nelle ultime buche, con i birdie alla 16 e alla 17 come risposta all’eagle della 16 di Grace.
Warren però non è stato l’unico a rimanere con qualche rammarico, perché all’inizio dell’ultimo giro, appaiati con lui e il vincitore, c’erano anche l’austriaco Wiesberger, che ha chiuso terzo a due colpi dal leader, e l’argentino Grillo, quinto a pari merito con il sudcoreano An e il francese Bourdy.

Davanti a questo terzetto non poteva mancare nella top 5 un inglese, con Eddie Pepperell che è stato il migliore degli atleti dopo il taglio, realizzando tra venerdì e sabato un -12 totale.
In gara c’erano anche tre top 10 mondiali, ma non sono stati in grado di attaccare le prime posizioni: Henrik Stenson ha superato il taglio a fatica e solo nelle buche finali dell’ultimo giro ha espresso il suo miglior gioco; Justin Rose, che ha terminato in 13esima posizione con lo svedese, è andato invece più a fasi alterne; Sergio Garcia ha pregiudicato il torneo con la seconda parte del terzo giro e alla fine si è dovuto accontentare di una 47esima posizione.
Giudizio discreto per gli italiani, con Edoardo Molinari che è stato il migliore con la 33esima posizione finale, ma prima dell’ultimo giro è stato Renato Paratore a mantenere alta la bandiera azzurra.
Fino alla buca 18 del venerdì, il giovane romano ha incantato con il suo swing che gli ha permesso di salire fino alla nona posizione, con soli 3 bogey commessi in 54 buche. Purtroppo, come nei precedenti appuntamenti, si è fatta sentire la pressione da alta classifica, e con il 75 del sabato ha perso 29 posizioni, fermandosi alla 38esima.
Altro torneo da dimenticare per Manassero, +7 dopo i primi due giri e ancora senza tagli superati in questo inizio di stagione, al pari di Marco Crespi che in questa occasione l’ha mancato per un solo punto.

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Buone notizie dalla California, con Francesco Molinari che coglie subito una top 10 importante all’ Humana Challenge. Il torneo, combattutissimo e ricco di colpi di scena, è stato vinto da Bill Haas, che ha realizzato il birdie decisivo alla 17, staccando un gruppetto di altri 5 avversari, tra cui Kuchar e il coreano Park. Ma Chicco è stato l’unico europeo a piazzarsi nei 15 (anche se presenti in un numero che non supera la doppia cifra), con il nono posto finale e a soli 3 punti dal vincitore.
Male altri golfisti del vecchio continente, come Fernandez-Castano 59esimo, o gli inglesi Paul Casey e Luke Donald che non sono riusciti nemmeno a passare il taglio.
La settimana prossima lo European Tour rimane negli emirati, con l’Omega Dubai Desert Classic dove probabilmente ritroveremo in campo Rory McIlroy, che lo vinse nel 2009. Nelle ultime due stagioni, doppietta per Stephen Gallacher.

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Attilio LaPizza

"Mastico" ogni tipo di sport, ma ciò che mi attira di più sono i personaggi che si mettono alla prova, e sfidano prima di tutto se stessi che gli avversari. L'importante non è vincere, ma...divertirsi!