Negli ultimi anni Chris Froome è stato uno dei principali antagonisti allo scottante tema del doping, che tanto ha inquinato e messo in ombra (anche per semplici illazioni) il mondo del ciclismo. Basti pensare a quando circa un mese fa il britannico del Team Sky ha confermato di aver intrapreso (e vinto) insieme ad altri corridori, una campagna per portare il retaggio dei controlli anche in zone quasi ignorate, come a Tenerife, luogo di allenamento dello stesso Froome.
Eppure, nel corso di un’ intervista rilasciata al Sun, il keniano bianco ha ammesso di aver saltato un test a sorpresa durante la prima parte della stagione, ma alla base di tutto pare esserci un semplice “incidente di percorso”: “Mi trovavo in Italia, con mia moglie e una mattina gli addetti si sono presentati per effettuarmi dei controlli. L’hotel però non ha voluto dar loro il mio numero di telefono, per motivi di privacy e a posteriori sono venuto a sapere dell’accaduto. Tuttavia adesso sarò molto più attento e mi renderò sempre reperibile sia dall’Uci che dalla Wada”.
Una bella ammissione quella di Froome che ha commentato in maniera sincera e pulita un fatto che avrebbe potuto tranquillamente non divulgare, dando maggiore credibilità a se stesso e a tutto il movimento









