Fabio Cannavaro frode fiscale: l’ex capitano della nazionale italiano è nei guai col fisco
Brutte notizie per uno dei pilastri della nazionale campione del mondo nel 2006. Proprio colui che alzo in cielo a Berlino la quarta coppa del mondo per l’Italia. La Guardia di Finanza ha sequestrato vari conti correnti all’ex nazionale per un valore di circa 900 mila euro. Oltre a Cannavaro sono sotto accusa anche la moglie Daniela Arenoso, il cognato e un prestanome.
La vicenda in questione si è svolta tra il 2005 e 2010. Cannavaro e soci avrebbero creato una società fittizia, la “FD Service srl” per gestire tre lussuose imbarcazioni, la Massivus, Chriman Naples e Chriman II. Le tre barche, secondo l’accusa, non vennerò mai affittate a ricchi clienti, bensì vennero utilizzate personalmente dall’ex giocatore e famiglia per motivi personali. Con questo fantasioso stratagemma l’ex giocatore di Juventus, Inter e Real Madrid avrebbe aggirato il pagamento di tasse e accise sul carburante.
L’Agenzia delle Entrate scoprì la frode nel 2011. Al termine dei controlli fiscali è stata certificata un’evasione di imposte Ires, Irap e Iva per un complessivo valore di oltre un milione di euro. La società fittizzia sarebbe poi stata ceduta ad un prestanome, anch’esso indagato.
Insomma una brutta storia che rischia di rovinare la figura di uno degli ultimi grandi del calcio italiano. Ma la domanda sorge spontanea, dopo una carrira costellata di successi, un Mondiale vinto da capitano con la propria nazionale, un successivo Pallone d’Oro ricevuto con merito e una ricca catena di lauti stipendi milionari, c’era proprio bisogno di cacciarsi nei guai col fisco per risparmiare sul carburante delle proprie imbarcazioni di lusso?
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