Fa rima con razzismo, ma non lo è. Ciò di cui parliamo è una nuova forma di discriminazione, che non riguarda ne il colore della pelle ne la provenienza territoriale, ma il sesso: stiamo parlando di sessismo. La vittima principale è Eva Carneiro, fisioterapista del Chelsea, dal 2011 in panchina con la prima squadra. La fisioterapista è stata oggetto di cori pesanti riguardanti il sesso (che per pudore non riporteremo tra queste righe) da parte dei tifosi del Manchester United e dell’Arsenal. Registrati dalla Bbc, tali cori hanno indignato il ministro dello sport, Helen Grant. Eva non è la sola vittima di sessismo. In Premier è presente anche una guardalinee di sesso femminile, anche lei più e più volte oggetto di insulti.
Eppure la fisioterapista non ha mai lasciato una dichiarazione sopra le righe, riguardo la sua vita privata si sa poco o nulla, mai una parola fuori posto. Ad una conferenza tenutasi in Svezia un po’ di anni fa aveva dichiarato “In ogni programma che ho visto nella mia vita, il medico donna o è ipersessualizzata, oppure non è presente. Bisogna fare un cambiamento radicale di mentalità. Questi concetti scoraggiano le donne e rendono ancora più difficile il rapporto con il mondo dello sport”.
Le principali organizzazioni che si occupano di questi temi stanno lanciando in Gran Bretagna una campagna-denuncia e domenica 8 marzo, festa della donna, si svolgeranno alcuni eventi per sensibilizzare il Paese sull’argomento.









