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CILCISMO – E’ partito il Giro! A Belfast maglia rosa a Tuft e oggi si prosegue nella capitale

CILCISMO – E’ partito il Giro! A Belfast maglia rosa a Tuft e oggi si prosegue nella capitale

Quando il sole primaverile salutava il 9 maggio italiano, a Belfast, sotto un cielo plumbeo, prendeva il via la 97esima edizione del Giro d’Italia, per l’undicesima volta dall’estero.

Mai scelta organizzativa fu più azzeccata: l’Iralanda del Nord ha risposto all’evento con presenza e felicità. Nella giornata precedente il Ministro per lo sviluppo economico, Arlene Foster, aveva ribattezzato la corsa come un ‘dono culturale‘ e la popolazione si è riversata per le strade della capitale: già la ricognizione è andata via in mezzo a due ali di folla festante che poi a sfidato la pioggia per assistere alla gara.

La Cronosquadre odierna, 21,7 km, è stato il prologo di quanto vedremo nelle prossime tre settimane: Orica GreenEdge ferma il cronometro sul tempone di 24’42”. Una formazione che ben si adatta alla prova ma favorita soprattutto dal tempo: è stata, infatti, l’unica squadra a completare la tappa sull’asfalto asciutto. Prima maglia rosa, dunque, a Svein Tuft che spegne le 37 candeline riportando momentaneamente in Canada la casacca più prestigiosa, l’ultimo canadese ad indossarla fu Ryder Hesjedal nel trionfo del 2012 a Milano.

Il ct azzurro Cassani, alla vigilia, aveva dato i suoi favoriti della competizione: Purito Rodriguez e Nairo Quintana. Ma lo spagnolo della Katusha al termine accuserà un ritardo dai primi di un minuto e mezzo e 38” dal colombiano della Movistar preceduta di due secondi dalla Cannondale di Basso. Contenuto invece il distacco della Omega Pharma QuickStep di Uran (5”) e della BMC Racing di Evans (7”).

C’era molta attesa per la Garmin e Daniel Martin che giocava in casa. Purtroppo l’irlandese è caduto, trascinando a terra altri quattro compagni di squadra, e si teme la fine del suo Giro per una sospetta frattura alla clavicola.

Il carrozzone oggi proseguirà per Belfast e ci mostrerà poi i magnifici panorami irlandesi, tra i più belli al mondo. Anche se le previsioni non promettono nulla di buono dovremmo assistere ad una tappa per velocisti che dovrebbe risolversi con una volata finale dopo i 219 km percorsi.

Staremo a vedere. Intanto ieri (9 maggio) la gara s’è svolta nel segno di Wouter Weylandt: proprio 3 anni fa il corridore belga perse la vita nella tappa che andava da Reggio Emilia a Rapallo e da allora, per rispetto e ricordo, nessun altro corridore indosserà più la pettorina numero 108.

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Alberto Ponte

Studio giurisprudenza a Genova e mi piace collezionare...passioni. Amo viaggiare, mangiare e leggere. Inoltre sono un tifoso dello sport, dei suoi annedoti e delle sue storie. "Lo sport è cultura, speriamo continui ad esserlo" [Livio Berruti]