Home » »
BARCELLONA – I retroscena degli addii di Puyol e Zubi. E Messi è ancora insofferente

BARCELLONA – I retroscena degli addii di Puyol e Zubi. E Messi è ancora insofferente

Come già vi avevamo detto, è caos in casa Barcellona. L’addio di Carles Puyol e il licenziamento dell’ormai ex DS Andoni Zubizarreta illustrano perfettamente l’atmosfera di tensione che da tempo pervade gli ambienti blaugrana. Anche Messi, che fino a qualche tempo fa sembrava legato a vita al Camp Nou, da mesi comincia ad avere un mal di pancia ben più grave della gastrointerite che l’ha tenuto ai box nella giornata di ieri.

Andiamo con ordine. A Zubizarreta, messo alla porta senza troppi complimenti, è fin troppo facile dare colpe. All’ex portiere si possono imputare 7 capi d’accusa:

IL PROBLEMA DEI CENTRALI: il Barça non è mai stato molto fortunato con i difensori. Anche Beguiristain, predecessore del ds basco, aveva preso una cantonata con Chygrynskiy, ma gli errori con lo strapagato Mathieu e  il perenne infortunato Vermaelen sono stati decisivi.
VICTOR VALDES: considerato uno dei migliori portieri europei, è stato lasciato andare a costo zero. Una occasione mancata di fare cassa.
THIAGO e FABREGAS: due canterani che avrebbero garantito un futuro rosea anche nel post Xavi-Iniesta. Perlomeno sono stati venduti bene, ed è arrivato Rakitic. Ad alcuni personaggi di spicco, però, le operazioni non sono piaciute.
LA CANTERA: dov’è finito il Barça degli 11 canterani? Se lo chiedono in molti. Il fatto è che la qualità del settore giovanile blaugrana è crollato, non riuscendo più a fornire campioni alla prima squadra. E, soprattutto, molti sono stati venduti. Qualche nome: Bojan, Muniesa, Fontás, Thiago, Cuenca, Tello…
NEYMAR: la colpa dello scandalo sulle cifre del trasferimento dal Santos è di Rosell, che s’è anche dimesso. Zubizarreta, però, non poteva non saperne nulla
GLI ALLENATORI: sostituire Guardiola non sarebbe stato facile, già lo si sapeva. E quando l’erede designato, Tito Vilanova, abbandona (e ci abbandona) per motivi di salute, il compito diviene ancora più difficile. Dopo il flop Martino, è stato scelto un prodotto di casa Barça: Luis Enrique. I risultati, però, sono sotto gli occhi di tutti.

E infine, il punto più importante, la sanzione FIFA: mercato chiuso per un anno, una tragedia per un top club. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, però, sono stati i commenti nel post Real Sociedad. Zubizarreta ha punto il presidente Bartomeu affermando: “Assumere la responsabilità che significa? Significa, esattamente come nel primo momento in cui accaddero i fatti, spiegare com’era la situazione e come si presero tali decisioni. Però dovevo spiegare poco perchè il vicepresidente sportivo del tempo è il presidente attuale (Bartomeu, ndr). Sarò sempre a disposizione del club.” Nemmeno 24 ore e l’ex portiere è stato messo alla porta, probabilmente più per questa dichiarazione che per i tanti errori commessi nella sua carriera.

E allora parte l’effetto domino. Mezzora dopo l’annuncio del licenziamento di Zubi, anche la storica bandiera Carles Puyol che saluta via social network il club blaugrana. Nessun riferimento al motivo dell’addio, ma era entrato nella dirigenza proprio come aiutante del ds basco. Puyol ha dimostrato, quindi, più lealtà a lui che a Bartomeu.

La partita di Anoeta ha lasciato un altro strascico: il caso Messi. La Pulce non ha gradito il fatto di essere entrato in campo soltanto a partita iniziata, e lo ha fatto sapere a Luis Enrique. Saltando l’allenamento per una presunta gastrointerite, di fatto ha alimentato il caos in casa Barcellona e le voci sul suo futuro.
I quotidiani spagnoli raccontano come, ai tempi di Guardiola, era accaduto un fatto pressochè uguale, sempre contro i baschi. Pep imparò la lezione, e Messi fu sempre titolare. Il tecnico ex Roma deve stare attento alle sue mosse, perchè il malcontento serpeggia in tutto lo spogliatoio, e non è solo un capriccio dell’argentino.
Con un anno di stop al mercato e un costo pazzesco, è quasi impossibile una cessione del pluri pallone do’oro. Il quale, però, ha cominciato a seguire su instagram il Chelsea di Mourinho e Abramovich. Solo una provocazione?

Picture of Simone Calice

Simone Calice

Laureato in Lingue e Letterature straniere all'Università degli studi di Milano. Appassionato di calcio e boxe (già collaboratore dell'Italia Thunder Boxing Team), segue lo sport nazionale ed internazionale, setacciando le migliori pagine web italiane e straniere alla ricerca delle ultime notizie.