Dopo la conclusione degli ottavi di finale di Champions League, che ha visto una sostanziale disfatta delle squadre tedesche – delle quattro formazioni in gara è passato solo il Bayern Monaco – torna la Bundesliga: la voglia di riscatto sarà tanta, e questa 26a giornata si preannuncia più calda del solito.
L’anticipo di venerdì è stata una sfida salvezza tra Amburgo e Hertha, vinta di misura dai berlinesi che fanno un piccolo salto in avanti.
Si entra nel vivo del turno sabato pomeriggio: il Borussia Dortmund, eliminato malamente dalla Juventus, non si scioglie e continua il suo cammino di ripresa superando l’Hannover, mentre l’Augsburg cade a Friburgo. Anche l’altra piccola del Campionato, lo Stoccarda, compie un’impresa contro l’Eintracht, ribaltando il risultato. La sfida più interessante è sicuramente quella delle 18.30, quando, a Gelsenkirchen, si sono scontrati Schalke e Leverkusen, le altre due deluse della Champions: vittoria di misura delle aspirine che certifica la crisi della squadra di Di Matteo.
Grande attesa anche per le partite di domenica, quando scenderanno in campo le due prime della classe. Prima il Wolfsburg – reduce dalla qualificazione in Europa – sarà ospite del Mainz, poi un’altra supersfida tra Bayern e M’Gladbach che terrà vigile mezza Germania: se la squadra di Favre dovesse perdere si riaprirebbe il discorso terzo posto.
Ecco il report completo dei match:
VENERDI’ 21 MARZO
AMBURGO – HERTHA 0-1 (84’ Langkamp)
Il semi scontro salvezza con cui si apre la 26a giornata di Bundesliga, premia l’Hertha che, nonostante non proponga un bel gioco, riesce a spuntarla contro il peggior attacco del campionato tedesco (per l’Amburgo solo 16 gol in tutta la stagione) e lascia la zona retrocessione ad altre squadre. Sempre più critica, invece, la situazione della formazione di Zinnbauer che non riesce nemmeno a sfruttare il sostegno del pubblico, accorso numeroso.
L’Amburgo non comincia neanche male la partita e già al nono minuto Olic trova il gol, annullato, perché l’arbitro Dingert aveva fermato poco prima il gioco per un fallo in attacco di Cleber. Lo schema più utilizzato dai padroni di casa si basa sui calci di punizione battuti dallo specialista Van der Vaart destinati spesso alla testa di Olic: l’occasione più ghiotta dei Rothosen è però un’invenzione di Stieber, che cerca di sorprendere l’impreparato Kraft con un sinistro finito di poco a lato. L’Hertha risponde poco prima dell’intervallo con Beh-Hatira dopo un’azione a tre con Stocker e Flustenberg: a salvare il pari è Behrami.
Il secondo tempo regala alcune belle giocate da entrambe le parti, ma è l’Amburgo ad avvicinarsi maggiormente al vantaggio con un attivissimo, seppur troppo impreciso, Olic. All’81’ l’ingenuo Cleber viene espulso per somma di ammonizioni e i padroni rimangono in dieci: la mancanza di un difensore si sente al successivo calcio di punizione, quando Behrami lascia solo Langkamp che impatta di testa e regala all’Hertha tre punti preziosi.
SABATO 22 MARZO
HANNOVER 96-BORUSSIA DORTMUND 2-3 (31’, 81’ Stindl – 19’, 61’ Aubameyang; 57’ Kagawa)
Partita delicatissima per il Dortmund che dimostra di essere davvero cresciuto notevolmente durante questa stagione orribile e di avere ancora fiducia in se stesso nonostante la deludente eliminazione in Champions League. Gli uomini di Klopp entrano in campo decisamente carichi e già al primo minuto Blaszczykowski supera la difesa dell’Hannover e prova un tiro velleitario parato da Zieler. Il gioco è abbastanza movimentato e al 19’ i gialloneri passano in vantaggio con il destro di Aubameyang su assist di Reus: da qui l’Hannover cresce e conquista spesso dei calci piazzati a proprio favore che, sebbene non costituiscano grandi pericoli per il Dortmund aiutano a spezzarne il gioco. L’ardore dei padroni di casa viene premiato al 31’ in seguito al contropiede di Bittencourt che serve Stindl per il pareggio di destro. Lo schema si ripete pochi minuti dopo, ma questa volta lo stesso Bittencourt è impreciso e conclude di poco a lato: l’Hannover è comunque furbo a sfruttare le continue distrazioni della retroguardia BVB, che va subito fuori posizione appena la squadra avanza.
Nei primi minuti del secondo tempo è l’Hannover a sembrare più in partita, ma al 55’ Bittencourt, ammonito cinque minuti prima, commette un brutto fallo su Kehl e viene espulso. Prende allora coraggio il Dortmund, che passa nuovamente in vantaggio al 57’ grazie alla rete di Kagawa, ancora su assist di Reus, e si ripete al 61’: questa volta è il giapponese a servire Aubameyang, che di testa non sbaglia.
Siccome ai gialloneri non piacciono le vittorie facili, nel finale di gara c’è spazio per il secondo gol di Stindl, che riscalda notevolmente l’atmosfera: ancora dieci minuti di sofferenza, ma alla fine è il BVB a spuntarla.
STOCCARDA-EINTRACHT FRANCOFORTE 3-1 (63’, 66’ Ginczek; 71’ Maxim – 51’ Seferovic)
L’Eintracht trova più ostacoli del previsto a Stoccarda contro l’ultima in classifica e per tutto il primo tempo non riesce a superare il catenaccio degli avversari che si chiudono bene nella propria metà campo. Intorno al quarto d’ora Seferovic e Aigner cercano il vantaggio ma il destro del primo finisce fuori, mentre il secondo viene respinto da Niedermeier. Il momento clou si segna, però, al 17’ quando Ulreich blocca sotto la traversa il tiro di Meier, partito da una mischia al centro dell’area. Lo Stoccarda è completamente assente dal gioco e lascia il comando all’Eintracht, che al 33’ sfiora il vantaggio ancora con Meier.
Il secondo tempo si apre con il tanto sospirato gol degli ospiti al 51’: Seferovic stavolta è preciso. I padroni di casa danno un segno di vita tre minuti dopo con l’occasione di Ginczek, prontamente neutralizzata da Trapp: l’Eintracht viene avvisato, ma non si salva. Ginczek, dopo aver passato più di un tempo a girare senza meta in mezzo al campo, si attiva improvvisamente e trascina la squadra alla rimonta in due mosse. Tra il 63’ e il 66’, infatti, il tedesco sfrutta prima una mischia in mezzo all’area per segnare il pareggio e poi, ispirato da Maxim, firma il sorpasso. L’Eintracht, che certo non immaginava tanta determinazione, non ha nemmeno il tempo di organizzarsi che subisce il colpo del ko al 71’: Maxim di destro batte Trapp.
FRIBURGO-AUGSBURG 2-0 (71’ Schmid; 84’ Petersen)
Altra batosta per l’Augsburg che, dopo aver vinto contro il Wolfsburg due giornate fa, incassa la seconda sconfitta consecutiva a opera di un’avversaria di bassa classifica (settimana scorsa il giustiziere era stato il Mainz).
La fase iniziale del primo tempo non offre particolari emozioni e solo al 25’ si registra un tentativo di Callsen-Bracker, in seguito all’angolo di Bobadilla, che si spegne di poco a lato, a cui fa eco il sinistro di Kohr parato da Bürki. Il Friburgo risponde con Schmid, Sorg e Mitrovic, ma Hitz è sempre pronto alla risposta.
Nel secondo tempo l’Augsburg alza il pressing e va spesso vicino all’area avversaria, senza però alcuna fortuna: i vari tiri di Bobadilla, Kohr e, soprattutto, Höjbjerg non cambiano il risultato del match. A sbagliare tanti gol, com’è noto, si finisce per prenderne e così è successo alla formazione di Weinzierl, che non si copre con attenzione e lascia troppi spazi al Friburgo. Al 71’ Sorg appoggia per Schmid, che indirizza il pallone nell’angolino basso di destra e cambia l’inerzia del gioco. L’Augsburg accusa il colpo e, come sabato scorso, si sfalda, lasciando ai padroni di casa la possibilità di raddoppiare con facilità poco più di dieci minuti dopo grazie al sinistro di Petersen.
Nonostante la vittoria, il Friburgo non va oltre il penultimo posto e nuota quindi in acque ancora rischiose; peccato per l’Augsburg: il terzo posto è ora lontano sei punti e la lotta per l’Europa League è difficile.
PADERBORN-HOFFENHEIM 0-0
L’unica partita conclusasi a reti inviolate penalizza soprattutto il Paderborn che, nonostante le occasioni e 25 minuti passati in superiorità numerica, non va oltre il pareggio e rimane terz’ultimo. Breitenreiter, come nelle scorse partite, mette in pratica un massiccio turnover e, cambiando ben sei giocatori, ottiene buoni risultati in termini di prestazione da parte della sua squadra.
Entrambe le formazioni attaccano da subito a ritmi serrati e la prima palla-gol del match capita a Heinloth, grazie al contropiede di Hünemeier, che da posizione molto defilata sulla destra cerca un gol impossibile e il pallone finisce di poco fuori. L’unica occasione dell’Hoffenheim prima della pausa, invece, è di Volland, che indirizza la palla nell’angolino basso di destra trovando però la respinta di Kruse. Gioca comunque meglio il Paderborn che, prima dell’intervallo, va vicino al vantaggio con i due tentativi di Lakic.
Al 65’ il secondo fallo di Bikacic viene penalizzato con il rosso e da qui il Paderborn prende ulteriormente campo: le occasioni di Meha, Ziegler e Lakic sono gigantesche, ma Baumann è in super serata e il pallone non si decide a entrare in rete.
COLONIA-WERDER BREMA 1-1 (88’ rig. Lehmann – 27’ Selke)
Dopo la batosta di settimana scorsa contro il Bayern, il Werder Brema non va oltre al pareggio a Colonia e si trova in un momento di stallo dopo aver stupito tutti per l’ottimo calcio offerto in questo girone di ritorno. La squadra di Skripnik, infatti, entra in campo combattiva e già nei primi minuti mette in subbuglio la difesa di casa: al 5’ Horn è chiamato alla prima parata su un destro di Bartels. Poco dopo un tiro di Di Santo finisce di poco alto, mentre all’11’ Junozovic stacca bene sull’assist di Selassie, costringendo Horn a bloccare il pallone sotto la traversa. Il vantaggio Brema viene anticipato al 22’ con un destro dalla distanza di Sternberg finito ancora tra le mani del portiere del Colonia, che però non può fare nulla sul sinistro di Selke al 27’: ospiti meritatamente in vantaggio.
Il gol placa il Brema e sveglia Maroh e Ujah dal torpore della prima mezz’ora, ma entrambi i tentativi finiscono fuori di poco sulla sinistra e di nuovo al 36’ è Deyverson a non avere fortuna.
Il secondo tempo è meno scoppiettante, ma vede la crescita del Colonia, che pian piano prende campo e, sebbene non si renda particolarmente pericoloso, non subisce più le azioni degli avversari – tranne il destro di Di Santo al 70’ –, riuscendo anzi a costruire la propria trama. A onor del vero il pareggio dei padroni di casa è però un gentile regalo di Garcia che, a due minuti dalla fine, atterra Finne in area, concedendo il rigore: Lehmann ipnotizza Wolf e realizza un centro perfetto che si infila nell’angolo alto di sinistra.
SCHALKE 04-BAYER LEVERKUSEN 0-1 (36′ Bellarabi)
Alla fine a gettarsi alle spalle la delusione per l’eliminazione dalla Champions è stato il Leverkusen: la squadra di Schmidt si è gettata anima e corpo in questa sfida al terzo posto e ne ha raccolto i frutti. Rimangono invece tanti dubbi a Di Matteo & Co che vedono complicarsi il discorso qualificazione per la prossima stagione: con solo otto giornate rimanenti, diminuiscono le chances di giocare nell’Europa che conta per il terzo anno di fila contando che ora di mezzo ci sono sei punti e il M’Gladbach, impegnato stasera.
Il match si apre su ritmi bassi, c’è molta attenzione a non lasciare spazi da entrambe le parti e ne soffre la qualità di gioco: il primo squillo è di Huntelaar intorno al 15′, che costringe Leno a una parata d’istinto. A far lavorare di più Wellenreuther è invece Kiessling, che si trova spesso nell’area di rigore avversaria; il portiere dello Schalke, schierato titolare nonostante alcune recenti incomprensioni con l’allenatore, non sembra però al massimo in occasione del gol. Al 36′ Rolfes trova il filtrante giusto per Bellarabi che, da posizione defilata, batte Wellenreuther: gran tiro dell’aspirina, ma il numero 1 di Di Matteo è uscito troppo presto.
L’innesto di Boateng nel secondo tempo dà più vivacità allo Schalke, che va vicino al pareggio proprio con l’ex milanista: Leno si fa trovare preparato. Poco dopo i padroni di casa reclamano un calcio di rigore perchè il braccio di Hilbert devia un altro tiro di Boateng: l’arbitro lo considera involontario e Gelsenkirchen diventa una valle di lacrime.
DOMENICA 23 MARZO
MAINZ-WOLFSBURG (ORE 15.30)
BAYERN MONACO-BORUSSIA M’GLADBACH (ORE 17.30)









