Acerbi sassuolo gol
Il Sassuolo sbanca il Tardini, la crisi infinita dei ducali e la panchina a rischio di Donadoni, il 3-4-3 di Eusebio Di Francesco continua a fruttare punti ai neroverdi: tutto vero, ma il derby emiliano di ieri pomeriggio sarà ricordato per il ritorno al gol in serie A di Francesco Acerbi dopo due anni di paura e speranza per la grave malattia che lo ha colpito.
Nel 2010-11 l’allora ventiduenne Acerbi è una delle più liete sorprese del campionato cadetto con la maglia della Reggina e, via Genoa, si guadagna la serie A con i colori del ChievoVerona; al Bentegodi non entusiasma, colleziona soltanto 17 presenze, ma le vie del mercato sono infinite e il suo cartellino viene girato al Milan, dove il difensore indossa la casacca numero 13 in onore del suo idolo Nesta. Allegri lo valuta inadatto al livello e lo manda in campo solo 6 volte, prima di rispedirlo in prestito al Chievo per la seconda metà della stagione. Il giocatore è maturo dopo due anni di serie A e a luglio 2013 il Sassuolo decide di puntare su di lui. Le visite mediche di rito, solitamente considerate una noiosa formalità prima di ufficializzare un acquisto, rivelano però livelli ormonali alterati che conducono alla diagnosi pressoché inequivocabile di tumore del testicolo. Acerbi viene operato d’urgenza al San Raffaele di Milano e tutto sembra filare liscio, tant’è che il debutto in neroverde avviene già nel mese di settembre.
Acerbi sassuolo gol
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Acerbi, pur avendo perso gran parte della preparazione estiva, scala rapidamente le gerarchie nella retroguardia del Sassuolo e si prepara alla prima stagione da protagonista in serie A, ma a dicembre arriva un’altra doccia gelata: da un controllo antidoping emergono livelli troppo alti di gonadotropina corionica (ormone usato sia come dopante, sia come marcatore nei comuni test di gravidanza) e il giocatore viene sospeso cautelativamente. La società sente però puzza di bruciato e collega subito lo strano reperto con il tumore appena operato e dopo gli opportuni esami emerge la verità: Acerbi non si è dopato, ma è una recidiva del tumore.
Ricomincia il calvario e stavolta il difensore deve sottoporsi a quattro cicli di chemioterapia, ma fortunatamente anche stavolta ha la meglio sulla malattia: “La chemioterapia è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere perché accanto a me ho visto tante persone che soffrono. La malattia mi ha fatto riflettere su tanti aspetti della vita e mi ha dato lo slancio per ritornare“.
Acerbi torna in squadra in punta di piedi e si riconquista ancora i galloni da titolare e, proprio nel pomeriggio di ieri, mette il punto esclamativo sul suo ritorno: punizione vellutata di Berardi, dormita della difesa parmense e zampata in scivolata che fa esplodere di gioia tutto l’ambiente Sassuolo. Erano passati 944 giorni dall’altro gol in serie A di Acerbi, in un ormai dimenticato Chievo – Siena del 2012, e il difensore ha voluto condividere la sua felicità tramite il profilo ufficiale Facebook: ” Grande ragazzi…Grande vittoria…Volevo ringraziare per il goal oltre alla mia famiglia (ovviamente) il dottore Minafra, il mio massaggiatore Acciarri e il caro amico e compagno Brighi“.
Un gradito ritorno per un ragazzo finora perseguitato dalla sfortuna, quella vera: e finalmente si parla di calcio non per polemiche arbitrali o partite truccate, ma di belle notizie che per un po’ riavvicineranno i tifosi allo sport.
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