PALLANUOTO – A.A.A. cercasi visibilità e professionalità. Questo sport deve uscire dalle piscine!

Dove andrà a finire la pallanuoto? Gli addetti ai lavori, con un certo sconcerto, se lo chiedono continuamente elencando poi una serie di carenze che fanno da corpo al discorso: mancano i soldi, manca la visibilità, mancano le strutture… ma, per fortuna, abbiamo ancora dei buoni settori giovanili. E’ davvero così?
La linea verde è ben delineata: le Nazionali stanno improntando le formazioni con innesti importanti che orbitano attorno ai 20 anni di età. Per il resto, il vero grande difetto si chiama: professionalità!

BIG FLOP

IL CASO RECCO – Mediaticamente e sportivamente, Recco (tra gli uomini) e Catania (nella femminile) sono le due squadre che più hanno investito nell’ultima estate. Eppure il denaro, non basta. I liguri sono appena usciti dalla settimana della sconfitta a tavolino per impraticabilità della vasca (la pedana dell’aquagym si era bloccata a pelo dell’acqua), di proprietà del Comune di Sori . Colpa dei biancoazzurri o meno, la pessima figura è sotto gli occhi di tutti ed anzi, proprio in questo caso, l’abbondanza di soldi e titoli della stampa hanno amplificato la vicenda e rintuzzato la malignità di qualche tifoso avversario. E’ mai possibile che una squadra come la ProRecco (che investe quasi come un club calcistico!) non riesca a dotarsi di strutture proprie ed all’avanguardia? Con addetti e consulenti che possano risolvere ogni minimo intoppo del piano vasca? Inoltre, la vicenda  ha evidenziato grosse lacune nel diritto di questo sport: la partita è stata decisa, sostanzialmente, dal rifiuto di giocare degli ospiti, secondo ciò che si evince dalla sentenza del giudice sportivo. Come biasimare il ‘no’ Posillipo che si ritrova con tre punti in più dopo la trasferta di Recco? Scelta legittima. Ma il risultato non può essere determinato dalla scelta di una società: la Federazione deve trovare una regola più stringente per dirimere queste situazioni. Che purtroppo non rimangono dei casi isolati.

TV E DIRETTE – Viene poi da mettersi le mani nei capelli per quanto riguarda la trasmissione delle partite. La nascita di Waterpolo Channel è stato come asciugare un pozzo con un rotolone di carta. E’ utile trasmettere le prime due match di giornata (una per campionato), lasciando completamente scoperto il palinsesto delle restanti partite? Il regolamento inoltre è poco transigente sulla proiezione nelle tv locali che, piaccia o no, sono pubblicità cittadina per le squadre. Alcune società si sono attrezzate con le dirette social e va detto che funzionano anche discretamente. E Quinto ne è un esempio. Ma altre non sono ancora entrate nel meccanismo.
Avete dato uno sguardo alla pagina Facebook di Orizzonte Catania durante la sfida casalinga contro Milano? Qualcuno è riuscito a seguire la partita dalla diretta social? Noi sinceramente no (vedi l’immagine sotto).
Così come in tempo reale, è stato impossibile seguire le partite del Brescia o del Verona.
A cosa serve comprare Bianconi, Echenique, Gorlero, Bjiac se poi non è possibile mostrarli adeguatamente al pubblico? In un mondo in cui le immagini e l’informazione corrono freneticamente, devono poter esultare in diretta anche i tifosi non presenti nell’impianto.
Uscire dalle piscine per rientrarci con più persone, è la ‘mission’ che questo sport deve scriversi in testa. A caratteri cubitali.