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MotoGP, il pagellone di fine stagione: da Marquez a Rossi, i nostri voti

MotoGP, il pagellone di fine stagione: da Marquez a Rossi, i nostri voti

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Mondiale finito, anno finito. O quasi, visto che ci saranno a breve le festività natalizie e come di consuetudine con loro, dolci e panettone prima di riprendere ad anno nuovo, anche per team e piloti. E cosa c’è di meglio a fine novembre di un bel pagellone a gusto motociclistico? Ecco come sono andati i piloti di MotoGP nella stagione appena conclusa secondo LoSport24.com.

MotoGP, pagellone di fine anno: i piloti

Marc Marquez, settebello:”prendo e me ne vado”, è stato un po’ così il mondiale di Marquez, vinto e stravinto. Una testa della classifica presa in Spagna a Barcellona e mai più lasciata, un vantaggio che si amplificava sempre di più, andando avanti con le gare e nonostante le Ducati di Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo. Costanza e velocità che gli hanno permesso negli ultimi 6 mondiali della classe regina di conquistarne 5. Voto 10.

Andrea Dovizioso, (dis)continuamente davanti:

Andrea è maturato, non era un caso il 2017. Ma in gare come Le Mans e Jerez ha peccato di continuità con due zeri pesanti. E con un Marquez pressoché perfetto, non te lo puoi permettere in alcun modo. Finisci per mangiarti un mondiale a metà stagione. Mentre litighi con il tuo compagno di squadra, il tuo rivale racimola punti importanti. Sicuramente tanto rammarico, ma è da qui che un top rider si rialza. Perché ormai Andrea è questo e va considerato uno dei migliori. Voto 7.5.

Valentino Rossi, vecchio toro: se si parla di Valentino, si parla di uno rabbioso, che quando ha possibilità sfrutta le occasioni che gli capitano a tiro. Ma a dire il vero, quest’anno ha perso due chance importanti di fare almeno podio come Malesia e Valencia (la prima, in cui c’era addirittura la reale opportunità di vincere). Non da lui, insomma. Sarebbe facile dire che c’entra l’età, ma va considerato come tutti gli altri top rider, perché è quello che è da 20 anni: un top rider. Voto 7+.

Maverick Vinàles, come Valentino Rossi (o quasi): una stagione simile per prestazioni a Valentino, se non che il pesarese si è dimostrato capace di mettere una pezza in gare dove Maverick sprofondava. Sì, perché lo spagnolo quest’anno si è diviso gare opache a momenti di luce come il podio di Austin o la vittoria in Australia. Valentino premiato dalla costanza, Maverick può vedere positivo con la prestazione oltre oceano. Voto 7+.

Alex Rins: Alex chiude da quinto assoluto un’annata molto buona, che lo ha visto prima Suzuki davanti anche alla Yamaha di Zarco. Nel 2019 farà coppia con il connazionale Joan Mir. Ma già così, stagione che va ben oltre la sufficienza. Voto 7.

Johann Zarco: stagione che sancisce la fine del suo rapporto con Yamaha con il passaggio in Ktm, ma che lo premia con un sesto posto. Ma la sfida Ktm sarà tutto fuorché semplice, e lo sa. Voto 6.5.

Cal Crutchlow: tante cadute e un infortunio, anche una vittoria, per descrivere meglio la sua stagione. Un pilota Cal, di cuore più che di sostanza. Ma in molti gli vogliono bene anche per questo. Voto 6.

Danilo Petrucci: una stagione che se si leva il podio di Le Mans, lo ha visto poco protagonista. Il prossimo anno lo attendono alla Ducati ufficiale. E soprattutto, migliori prestazioni in pista. Voto 5.5.

Jorge Lorenzo: Jorge ha chiuso il biennio Ducati con un infortunio, ma non è riuscito a conquistare l’obiettivo prefissato, il titolo mondiale. Il suo anno fino all’infortunio è stato positivo, in particolare dal Mugello in poi. La sua separazione con Ducati e il passaggio in Honda fa più male anche per questo. Voto 5.5.

Andrea Iannone: la velocità c’è come ha mostrato più volte, la costanza meno. Lui come Zarco, si è preso una grande sfida, ma in Aprilia. E chissà che non trovi anche più costanza. Voto 5.

Daniel Pedrosa: un addio triste, amaro. Almeno quanto le sue prestazioni in pista. Ripartirà come tester Ktm. In Hrc non c’era più posto per lui da tempo. Voto 4.

Alvaro Bautista: non si può considerare una stagione negativa. Al netto di tutto, un peccato perdere un pilota così, – Alvaro è prossimo alla Sbk, dove lo spagnolo affiancherà Chaz Davies in Ducati Aruba – lo dimostra il quarto posto alla prima e unica apparizione da titolare in Ducati ufficiale. Ma meglio non pensarci. Farebbe solo male. Voto 6.5

Jack Miller: una stagione piena di alti e bassi, di cadute e prestazioni opache, e di poca costanza. Certo, ci si aspettava di più da lui certamente. D chi per un po’, era stato accostato al posto di ufficiale in Ducati al posto di Lorenzo insieme a Petrucci. Ma è australiano, il cuore c’è. Se iniziasse a esserci anche la testa, sarebbe difficile non pensare positivo. Voto 5-.

Pol Espargaro: non una super stagione  ma con questa Ktm non gli si può chiedere molto di più. Quando è in giornata però, fa gare da vera mina vagante, come il podio a Valencia. Voto 6.

Franco Morbidelli: rookie dell’anno e fresco campione di Moto2, non ha deluso le aspettative. In Yamaha-Petronas beneficerà di un mezzo probabilmente migliore. Ma già così, è da tenere sott’occhio. Voto 6.5.

Hafizh Syarhin: stagione ben oltre le aspettative, ma la moto aveva ben più potenziale. È una buona base di partenza. Voto 6.

Aleix Espargaro: la sua Aprilia non ha molto potenziale, ma lui più volte ci mette una pezza. Ma più di così, era ben difficile fare. Voto 6.

Bradley Smith: come per il compagno di squadra (Pol Espargaro), la moto non aiuta. Ma anche lui fatica non poco. Voto 5.5.

Tito Rabat: infortuni e sfortune, ma lui è lì e ci prova, segno di grande voglia. Per il 2019, lo aspettiamo. Voto 6+.

Takaaki Nakagami: stesso discorso di Syarhin. Il suo compagno (Crutchlow) con la sua Honda Lcr, ma è solo il primo anno. Voto 6.

Scott Redding: l’Aprilia non vola, ma nemmeno lui ci prova troppo. E si lamenta. Voto 4-.

Michele Pirro: lui è un tester, ma il suo lo fa fin troppo bene. Voto 6+.

Karel Abraham: stagione opaca. Può fare molto meglio. Voto 3+.

Stefan Bradl: quando ha corso, lo ha fatto in sostituzione, e in maniera buona. Difficile giudicarlo negativamente. Voto 6+.

Mika Kallio: fa qualche wild card per KTM, non sfigura affatto. Voto 6.

Nakasuga, Simeon, Torres, Luthi, Jones, Guintoli, Ponsson, Baz: Senza voto. 

MotoGP, pagellone di fine anno: i team

Honda: di nuovo campioni e di nuovo con il loro pilota di punta. Nell’era Marquez, ad eccezione del 2015, i nipponici non hanno fatto altro che vincere. Si tengono stretto Marquez e fanno bene. Onde evitare situazioni come con Valentino Rossi più di 10 anni fa. Voto 10.

Ducati: moto super, i suoi piloti non la sfruttano a dovere però. Troppi errori, e con Marquez e la Honda non puoi permettertelo. Non hanno saputo gestire Lorenzo e nemmeno il confronto fra Dovizioso e lo spagnolo partente. Il prossimo anno ci sarà un pilota più tranquillo, Danilo Petrucci. E riprovarci tra un anno, non è reato. Voto 7.5.

Yamaha: secondo anno di fila al di sotto le aspettative: 1 vittoria, dei podi e mai nel vivo della lotta iridata. Peggio di così? nulla, per una squadra abituata a vincere e lottare sempre per il titolo di MotoGP come la casa costruttrice di Iwata. Giusto vedere positivo, ma per quest’anno bocciati. Anche se probabilmente, lo sanno anche loro. voto 5.

Suzuki: un anno alternato dalla costanza di Alex Rins alle cadute di Andrea Iannone, ma i miglioramenti ci sono eccome. E con il giovane Mir, ci si aspettano prestazioni ancora migliori. Voto 6.5.

Ktm e Aprilia: due moto ancora indietro rispetto ai top team, ma passi avanti per Ktm sono stati fatti, come il podio raggiunto a Valencia da Pol Espargaro. Ma c’è ancora tanto da lavorare, e per tutti e due. Voto 4.

 

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Christian Camberini