MotoGP, tributo a Nicky Hayden: ritirato il numero 69

Un fulmine a ciel sereno, di quelli che non vorresti né sentire né vedere, si può considerare la tragedia che nel 2017 colpì il povero Nicky Hayden. L’americano si stava allenando con la sua bicicletta nei pressi di Misano quando ad uno stop un conducente di un’autovettura lo investì, causandogli un coma che portò il campione alla morte. Poco tempo dopo iniziò a far parte della Hall of Fame del motomondiale, tra le leggende della MotoGP.

MotoGP, Nicky Hayden: chi è stato e cosa ha fatto

Nicky Hayden è stato un pilota di motociclismo statunitense, campione del mondo della classe MotoGP con la sua Honda nel 2006  – l’ultimo campione del mondo della casa giapponese prima di Casey Stoner e il primo a battere in una corsa iridata Valentino Rossi – . Calato di prestazioni nel motomondiale, si trasferì sempre con la Honda in Superbike. Il resto purtroppo, lo conoscono tutti, in maniera amara.

Motogp, Nicky Hayden: il Kentucky Kid e 69

Kentucky Kid, letteralmente “il ragazzo del Kentucky”. Ed effettivamente, nessun soprannome poteva essere più semplice ed appropriato. Il numero 69, legato in maniera indissolubile alla sua carriera, era anche il numero del padre. Ma c’è di più: scelse questo numero perché si potesse leggere bene anche capovolto, magari dopo una caduta, come aveva più volte dichiarato. Anche nell’aspetto caratteriale, uno come l’americano può solo aver lasciato un vuoto incolmabile.

Moto GP, ritirato il numero di Hayden

Infine, il numero di gara del talento scomparso, non sarà più utilizzabile da nessun altro pilota nei Gran Premi. Come un marchio di fabbrica, come un simbolo. Lo ha annunciato il CEO della Dorna Carmelo Ezpeleta, che nel week end di Austin  – dal 12 al 14 aprile – non renderà più disponibile a nessuno tale simbolo numerico.

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